Kappa Di Picche

“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

CRONACHE DI UN’INSEGNANTE PRECARIA

Ricevo e pubblico con piacere da una simpatica Follower che vuole rimanere anonima:

“Cronache di un’insegnante precaria”
Ed eccoci di nuovo qui.

Un anno scolastico da ricordare, ormai alle spalle e la speranza che ce ne possa essere uno nuovo, magari con un pizzico di stabilità contrattuale in più e che permetta di portare avanti qualche progetto personale.

Questo è quello che passa nella mente della banda di insegnanti precari del nostro Belpaese.

Fine Agosto. Fermi tutti! Ci siamo!

 

Ricominciano le fantastiche convocazioni del provveditorato e noi insegnanti ci sì ritrova tutti lì, ammassati davanti ad innumerevoli fogli con su elencate le scuole ed i contratti disponibili, quando non più tardi di 45 giorni prima eravamo sempre in file per richiedere il sussidio di disoccupazione.

Persone buttate in ogni dove, chi  con compagni, figli, mariti tutti lì  pronti per festeggiare la presa dell’incarico annuale.

Ebbene si cari miei, non si sta lì a scegliere per un contratto a tempo indeterminato, dopo diversi anni  di lavoro, ma stiamo parlando di un contratto con scadenza al 30 giugno che per i più fortunati può addirittura essere al 31 agosto, quindi parliamo di contratti annuali, che nel migliore dei casi hanno durata di 9-12 mesi .

Aprono i cancelli il cuore batte forte ,ti ritrovi a scegliere in pochi minuti le sorti del tuo prossimo anno scolastico. Non importa niente a nessuno, ne chi sei, ne che fai,ne da dove vieni, men che meno ci si interessa al fatto che ci sono degli alunni  speranzosi di ritrovare in classe la loro maestra precaria.

In situazioni come questa ti ritrovi a parlare con centinaia di colleghi, ognuno con la sua storia. E ci sono storie che possono far sentire fortunato anche un insegnate precario capitolino, eh si  perché tu non devi viaggiare  in treno per 200 km da Roma ogni giorno prendendo un treno alle 04:00 di notte per essere in classe alle 08:00.

Non devi lasciare i tuoi figli con tuo marito o con i nonni dal lunedì al venerdì in un’altra città. Appare chiaro anche al lettore più distratto che la qualità della didattica ne risente tremendamente tenendo anche conto del fatto che in media ciascuna classe è composta da 23 alunni. Tu in fondo vivi a Roma…

Io vivo a Roma, ho una grandissima passione per l’ Insegnamento, uscita dal Liceo capisco che per insegnare l’unica strada è quella di iscrivermi a Scienze della Formazione Primaria. Dopo 4 anni (come richiesto dal corso di laurea) sono laureata. Finalmente posso insegnare! Eh no cara, prima devi iscriverti nella temutissima graduatoria “AD ESAURIMENTO PERMANENTE” ogni anno il tuo punteggio sale a seconda dei giorni di servizio accumulati e grazie ai titoli dichiarati MEDIANTE AUTOCERTIFICAZIONE.

 Il tuo cammino verso il ruolo ha inizio..

Bene, cammina cammina e ad un certo punto arriva  un Ministro che emana l’odiato “inserimento a pettine” ed ecco fatto! Da altre regioni arrivano centinaia di insegnanti con alle spalle anni di precariato in più’ e voilà ti ritrovi catapultata centinaia di posizioni più in basso e i tuoi di anni di precariato vanno a farsi benedire.

Si scatena una “guerra tra poveri”.

Intendiamoci se io mi fossi trovata nella situazione di questi colleghi che stagnano da vent’anni in una graduatoria di una Regione con pochissime assunzioni a ruolo, anche io sarei scappata in un altra passando avanti a chi come me, spera di smetterla di dover cambiare scuola ogni anno, spera di prendere un inizio ciclo e portare avantiquesti bimbi fino alla Secondaria di primo grado (quelle che una volta,forse troppo semplicemente, si chiamavano “Scuole Medie”…)

Insegnare è come scrivere un bel libro, potreste farlo bene cambiando personaggi,situazioni e contesti in continuazione?

Può anche darsi ,ma magari i vostri lettori potrebbero non appassionarsi troppo e ancor più probabilmente potrebbero perderne il filo…

Poi finalmente hai scelto,sei in classe,nuovi bambini ognuno con un bisogno educativo differente da dover soddisfare e ti fai giustamente in quattro per loro,lottando contro i mille e più problemi della nostra Scuola.

Caro lettore,si proprio tu quello che almeno una volta nella vita sorridendo ha pensato: “si vabbe ma tu sei una Maestra, stai due mesi in ferie…”

Io ti farei provare solo per un anno e senza alcuna cattiveria  le frustrazioni che prova un insegnante che crede in quello che fa e che ogni fine anno scolastico sa che il percorso iniziato con i suoi alunni si interromperà molto probabilmente lì.

C’è una schizofrenia nella didattica della scuola italiana. Ci sono più insegnanti che si alternano nella stessa classe in uno stesso anno scolastico. Perché? Perché il provveditorato,nella sua infinita saggezza,  assegna i ruoli e poi decide di dare a questi colleghi la possibilità  di avvicinarsi giustamente a casa, ma in via provvisoria e solo per quell’anno (dicesi “assegnazione provvisoria”) . Quindi quel posto va ad “incarico annuale”, ma nel frattempo che il provveditorato convochi per questo incarico le scuole devono dare un/a supplente per coprire quella classe (fino ad avente diritto) ,questo/a supplente salterà il giorno in cui arriverà l’incaricata e intanto l’anno scolastico prosegue e quindi: la didattica viene iniziata da una insegnate,continuata da un’altra e finita da un’altra ancora!!!

Per non parlare poi degli innumerevoli “posti vacanti” che possono venir assegnati fino a 2-3 mesi dopo l’inizio della scuola e che in tale periodo, vengono anch’essi coperti da supplenti “reclutate” dalle graduatorie d’istituto.

Forse nessuno si rende bene conto (o forse è fin troppo chiaro a chi di dovere…) che noi Insegnanti formiamo le nuove generazioni e che dalla qualità di questo percorso educativo dipende il comportamento socio-culturale futuro dei nostri alunni.

Dopo tutto questo discorso vi dico che nonostante tutte queste difficoltà io come altre migliaia di colleghi cerchiamo di dare qualità’ e continuità’ (confrontandoci nei vari passaggi) ma tutto ciò dovrebbe essere garantito dall’alto per educare al meglio i vostri figli!! Per concludere vi lasciò così. A riflettere su questa infinitesima parte di problemi, poi magari se lo vorrete un giorno vi racconterò un altro pezzo di questa NOSTRA SCUOLA. (Quella dai soffitti che cadono a pezzi, dei bagni privi di sapone e carta igienica…)

Ah, un ultima cosa,nonostante tutto questo: IO RIMANGO FIERA ED ORGOGLIOSA DI ESSERE UN INSEGNANTE…IL MIO E’ IL PIÙ BEL LAVORO DEL MONDO!

Postato da: @KappaRar

2 commenti su “CRONACHE DI UN’INSEGNANTE PRECARIA

  1. Teniamoci in contatto. Buon lavoro!

  2. Federico
    27 luglio 2013

    È il rito barbaro delle "nomine": centinaia di adulti radunati in pieno agosto in un'aula magna senza aria condizionata, donne incinte comprese, con avviso in extremis, e lista delle disponibilità aggiornata all'ultimo istante.Se non lo hai visto almeno una volta nella vita, ti manca la rappresentazione vivente del concetto di girone dantesco.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 luglio 2013 da in Uncategorized con tag , .
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