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“NON C’E’ BISOGNO DI ESSERE TOLLERANTI CON GLI INTOLLERANTI” : I MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO DISCUTONO I LIMITI DELLA LIBERTA’ DI PAROLA.

BAVAGLIO

Traduciamo di seguito questo articolo di Daniel Hannan, apparso sul suo blog del Telegraph in data 1 Novembre.

Per presentare Hannan ai pochi che non lo conoscessero, utilizziamo la biografia che egli stesso usa sul sito del Telegraph: “Daniel Hannan è uno scrittore e giornalista , ed è stato eurodeputato conservatore per il Sud-Est dell’Inghilterra dal 1999. Parla francese e spagnolo e ama l’Europa, ma ritiene che l’Unione europea stia rendendo i suoi Stati membri più poveri, meno democratici e meno liberi.”

Quest’articolo appare importante in un momento in cui in Grecia si è approvata una oscura norma, la 458a del codice penale, che secondo alcuni minerebbe la libertà di espressione contro le iniziative comunitarie.

Nell’attesa di ricevere chiarimenti sulla reale portata di tale legge, si rileva che essa non rappresenta, o rappresenterebbe nel caso fosse smentita, l’unico dei problemi legati alle libertà individuali dei cittadini degli Stati Membri dell’UE.

Ancora una volta ci pare di capire, dal documento citato da Hannan, che l’ideologia di stampo neo-sovietico che pervade la dialettica europeista, vuole produrre un’altra aberrazione: con la scusa di tutelare le minoranze prova, ancora una volta, ad elevare il generale sopra il particolare, l’unione sopra gli Stati, la collettività sopra l’individuo.

Se le possibili svolte sul tema della moneta unica sembrano appannaggio della sola Francia, così i temi dei diritti individuali sembrano materia di cui si occupano principalmente i britannici.

censored

“Date un’occhiata a questo documento, recentemente discusso dalla commissione per i Diritti Civili del Parlamento Europeo. è un buon esempio di come le persone ben intenzionate, convinte di difendere i più deboli, possono finire per fare un danno enorme per la libertà, per l’uguaglianza di fronte alla legge e, perversamente, per le minoranze in nome delle quali pretendono di parlare.

Il progetto di ‘Statuto per la Promozione della Tolleranza‘ ripercorre per intero il consueto desiderata di Sinistra: diffamazione di gruppi, crimini d’odio, bla bla. Esso sostiene, senza la minima traccia di ironia o di auto-consapevolezza, per la tolleranza statutaria. Non per tutti, però:

<<Non vi è alcun bisogno di essere tollerante con gli intolleranti. Ciò è particolarmente importante per quando riguarda la questione della libertà di espressione: quella libertà non deve essere abusata per diffamare altri gruppi.>>

Si trovano un sacco di queste divertenti dichiarazioni non intenzionali da tipi benpensanti on line : “Non dare ai bigotti di una piattaforma ” , “Odio gli odiatori “, ” Mi rifiuto di leggere il tuo giornale , è troppo compromesso ” .

E’ difficile migliorare la risposta data a loro dalla blogger di Toronto Kathy Shaidle (rivolgendosi alla Commissione Canadese dei Diritti Umani): “Siete troppo stupidi per  dirmi cosa pensare“.

Tale risposta sarebbe venuta spontanea almeno una volta a quasi tutti i canadesi e, quindi, a quasi tutti i britannici.
Il mondo britannico [Anglosfera] è stato tradizionalmente definito per la sua peculiare enfasi sull’individualismo; la sua elevazione della proprietà privata sulla ragion di Stato, della libertà personale sul bisogno collettivo, del libero dibattito sul conformismo ideologico.

Quando gli altri Paesi caddero in dittature o  rivoluzioni, i nostri è rimasero democrazie governate dalla legge; quando gli altri supportavano movimenti fascisti e comunisti, il mondo britannico non ha mai eletto neppure un parlamentare fascista, e non più di una manciata di Troskisti. Il collettivismo non è roba per noi.

Quindi è forse naturale che gli inglesi, più che la maggior parte dei membri dell’Unione Europea, dovrebbero fare marcia indietro rispetto alla elevazione dei diritti di gruppo [ndr: minoranze].

Prima si definiscono le persone come membri di una minoranza razziale o religiosa e, prima o poi, si inizia a trattarli in modo diverso di fronte alla legge. L’Europa non dovrebbe avere il desiderio di proseguire su questa strada un’altra volta.”

Tradotto da @spud85

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Questa voce è stata pubblicata il 2 novembre 2013 da in Traduzioni con tag , , .
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