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“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

DAMNATIO MEMORIAE.

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Prodi: cambiare Maastricht per dire addio all’austerità

“Dopo tre anni di austerità il rapporto tra debito e Pil è aumentato, pressoché costantemente in tutta l’eurozona. Per questo motivo l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi chiede un ripensamento del Trattato di Maastricht, che ha posto le fondamenta giuridiche ed economiche dell’unione monetaria. Prodi chiede in particolare un ripensamento del tetto del deficit al 3%, che fu posto come condizione di adesione all’euro dal Patto di Stabilità e Crescita del 1997, e poi rilanciato dal Fiscal Compact nel 2011. Al “Quotidiano nazionale”, l’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea rimarca come quando definì il Patto come stupido fu messo in croce, ma come ora tutti gli diano ragione. “Non è stupido che ci siano i parametri come punto di riferimento. E’ stupido che si lascino immutati 20 anni. Il 3% di deficit/Pil ha senso in certi momenti, in altri sarebbe giusto lo zero, in altri l’1 o il 5%”. Prodi sottolinea come SE ci fosse un’Europa forte, ovvero istituzioni comunitarie autorevoli, SAREBBE POSSIBILE provvedere ad un simile cambiamento, ma con l’attuale dominio della Germania (che è bene ricordarlo ha costretto tutti i politici dei tempi andati ad entrare nell’Euro minacciando un’invasione terrestre) e la divisione degli altri paesi una simile riforma è al momento difficilmente praticabile, anche perché ogni cancelleria spera di cavarsela da sola.
L’ex presidente della Commissione si schiera con gli ormai numerosi critici della politica economica tedesca (dopo esserne stato un entusiasta sostenitore), con un’eco delle accuse a Berlino lanciate nei giorni scorsi dal Tesoro americano e dal Fondo monetario internazionale. ” Un Paese non può avere un surplus commerciale come quello tedesco, proporzionalmente doppio di quello cinese (ma come? La Germania non era la nuova Cina?) , un’inflazione quasi zero e una crescita debole senza porsi il problema del rilancio”. Prodi però è scettico che qualcosa possa cambiare a breve termine. In primis perché la Germania non avrà un nuovo governo operativo fino all’anno prossimo, e poi per alcune idee ormai molto radicate nell’opinione pubblica tedesca che rendono difficile un ripensamento della politica di eurosalvataggio. (E grazie al cazzo! ndr) La prima è che ogni stimolo all’economia europea sia un indebito aiuto ai pigroni del Sud, l’altra è l’ossessione dei tedeschi per l’inflazione, simile a quella che gli adolescenti hanno per il sesso. In Germania, rimarca Prodi, non si comprende come ormai il problema sia la deflazione. La discesa dei prezzi rappresenta un problema anche per l’economia tedesca, perché rischia di far saltare l’euro, uno scenario che apprezzerebbe a dismisura la futura valuta della Germania.”

Bello.
Bello tutto… (” …bella a boisserie, bello l’armadio, belle e cassapanche… bello, bello, bello tutto… bravo… grazie… adesso te ne poi pure anna’…” Cit.)
Poetico il come si riesca a trovare Canossa rimanendo fulminati sulla via di Damasco.
Una faccia da far impallidire i bronzi di Riace

L’orchestrina  continua ancora a suonare sul Titanic che affonda e adesso vorrebbe riavvolgere il nastro per poter tornare al punto n.1 del Ciclo di Frenkel.

Fortunatamente contributi molto seri ed importanti sono conservati al sicuro in quella memoria digitale collettiva che è Youtube.

Ricordiamo qualche simpatico episodio:

1)Dichiarazioni di Prodi su Grecia e Germania.

2) “La vera Cina oggi è la Germania!!!”

3)”Il problema è la mancanza di ricerca & sviluppo e la formazione”

4) Le famose lezioni di Romano Prodi sulla moneta unica (ovvero come ti vendo un prodotto e te ne faccio comprare un’altro, il tutto senza chiedere…)

La si pensi come meglio si crede.

Sarà la macina della Sstoria a dare il suo giudizio.

Per il momento ritengo doveroso il non dimenticare

Postato da: @KappaRar

3 commenti su “DAMNATIO MEMORIAE.

  1. Zugzwuang
    5 novembre 2013

    Parole da incorniciare!! E se si potesse incornicerei anche i video! La citazione poi dal Marchese del Grillo è fantastica.

    Il tizio di cui sopra, magari l’anno prossimo ci dirà che i trattati lui non sapeva neanche cosa fossero e che ha dovuto portare l’Italia nell’euro ma lui era contrario.

  2. arthasastra85
    5 novembre 2013

    Il Prof. Mortadella ha ricevuto assicurazione che, vista l’essenziale opera apportata in passato, anche in presenza di un suo tradimento alla causa europea nessuno andrà a cercarlo.

  3. Pingback: Le parole della crisi: Inevitabile | Kappa Di Picche

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Questa voce è stata pubblicata il 5 novembre 2013 da in Essi Dicono, Germania, Interviste, Pude con tag , , , .
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