Kappa Di Picche

“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

ASFALTANDO URIEL. UN SALUTO A”ER PIADINARO DI DUSSELDORF”

Spiegel

Il più Italiano tra gli italiani.
Uno di quelli che Indro Montanelli definiva italiani senza memoria, assimilati in breve tempo nel paese che li ospita.
La rete si sa può essere malvagia, infame proprio…
Grazie @ChuckShuld per averci segnalato queste perle.
Cosa scriveva il nostro moralizzatore naturalizzato teutonico Uriel Fanelli quando NON era in Germania?

Tutte cose giustissime, sacrosante,azzeccate e verificatesi.

Allora perchè correggere il tiro? Cambiato idea?

Il moralista, il moralizzatore… “er mejo figo der bigonzo”

La voglia di fuggire da un paese con ventimila abitanti, di scappare dalla provincia vuol dire che hai solo voglia di scappare da te stesso, e amico mio, credo che da te stesso, per quanto ci provi non ci scappi… e io ti condanno mein freund.

Molto giovani o molto stupidi?

18 novembre 2013

In seguito all’ultimo post mi sono reso conto di quanto giovani – o stupidi – siano coloro che ci parlano di come il ritorno alla lira riporterebbe in Italia il paradiso che fu. Se non fosse che io c’ero e non ricordo alcun paradiso, mi verrebbe da chiedere che diavolo ricordino quelli che parlano di quale mondo bellissimo creasse la svalutazione. Forse i figli di imprenditori che esportavano ricordano bene la festa  casa, ma chi lavorava con aziende che NON esportano nulla – ma che per forza di cose vendono o usano roba importata, tutta questa festa non fu.

E PRIMA? PRIMA DI EMIGRARE IN TEDESCHIA? Cosa scriveva il nostro moralizzatore tedesco nazionalizzato?

Grazie per le tue preziose lezioni… davvero!

Euro sarà meglio scapparne

“Sinora ci e’ stato raccontato (senza uno straccio di qualsiasi sostegno scientifico) che l’euro ci avrebbe salvato dal default, e ci abbiamo creduto. Ci abbiamo creduto nonostante non esista alcuna documentazione scientifica sui benefici finanziari di abbracciare una moneta piu’ forte, e ci abbiamo creduto nonostante il caso argentino (l’ Argentina era legata al dollaro, forte all’epoca) dimostri il contrario. Oggi pero’ bisognera’ incrinare anche le superstizioni. Mi spiego meglio.”
“La Germania ha annunciato la sua stima di perdita netta per colpa della crisi. Nonostante una mole ingente di aiuti statali alle banche, i tedeschi si sono presi un -7%. Che paragonato al -4% italiano(1) e’ un bel disastro. E’ un bel disastro perche’ non si tratta di misure unitarie, ma di misure relative al PIL, e il PIL tedesco e’ “un po’ grandino”. Questa e’ una botta gigantesca che l’area dell’ Euro fara’ fatica a superare. Come se non bastasse, c’e’ poca correlazione tra questa cifra e le perdite annunciate dalle banche. Il che significa che i bilanci (come ormai risaputo per Deutsche Bank) sono perlomeno “cosmetici”. Quando sapremo la verita’ ci sara’ un altro tonfo di borsa, con tutto quello che ne segue.”
“Qual’e’ la differenza tra loro e noi? La differenza e’ che noi vediamo la possibilita’ di risalire nei dati che abbiamo, mentre in quelli dei nostri vicini europei vediamo solo altro buio. Non dico sia certo, ma e’ possibile che da fin giugno in Italia si vedano alcuni spiragli di crescita allo stato attuale darei l’ Italia al 50% , come paese che ricomincera’ a “cresciucchiare” nel 2010. Non scommetterei , visti i futures, ne’ su Inghilterra, ne’ su Germania, o altri. “

Ricominciare dai fondamentali

Inoltre, pagano una scellerata politica merkeliana di farsi nemici dei leader forti e trattare coi leader deboli: il risultato e’ una Germania piu’ isolata, retta da una cancelliera di ferro che inorgoglisce il suo partito e impoverisce la popolazione. Nello scontro con Putin la Merkel ha perso su tutti i fronti. Non e’ riuscita a stabilizzare il mercato energetico ad oriente, e come se non bastasse ha ottenuto una serie di dazi alla frontiera in risposta alla sua geniale idea di proporre in sede UE l’emarginazione delle esportazioni energetiche russe. Geniale. Ma dipende da un’idiota democristiana al potere, non certo dal credit crunch.
Ritornare alla Lira, o come la si vorra’ chiamare. Uno stato sovrano non deve dipendere da nessuno quando prende decisioni sulla propria moneta, sulla propria economia e sulla propria finanza. Sistema creditizio compreso. Non ha senso che al sud ci siano condizioni di credito diverse rispetto al nord di quasi il 2% sugli interessi e del doppio sulle garanzie, e il governo non possa intervenire per decreto per stabilizzare le cose. In questo modo stiamo perdendo il sud. Il governo dovrebbe imporre condizioni minime di credito alle imprese per tutto il paese, pena il carcere.Ma la BCE risponde che il mercato regola meglio. Il che e’ falso, quindi si dovrebbe mandare a fare in culo l’ Euro: quando hai una banca di riferimento che non fa quello che ti serve, te ne fai una che ti ascolti e basta.
Una volta chiarito che in Italia le leggi le fa lo stato e non enti bizantini quali “il parlamento europeo”, ” i visagisti di Satana”, “la commissione europea”, “casalinghe anali in calore”, “ONU”, e altre minchiate sbroccotroniche piu’ o meno autorevoli, si puo’ iniziare a riprendere la sovranita’ di alcune aree del paese
Mi direte: ma tutto questo cosa c’entra con la crisi? C’entra perche’ per uscirne innanzitutto bisogna essere stati sovrani, e attualmente tra UE, ONU, Visagisti di Satana, WTO, Casalinghe anali in calore e altre entita’ pseudodivine (3) non siamo un paese sovrano.Non possiamo pensare di avere una strategia se non possiamo attuarla perche’ la sovranita’ e’ altrui.
Il secondo punto e’ l’uscita dall’ Euro. Innanzitutto perche’ il mandato della BCE e’ insufficiente: esso da’ alla BCE il mandato di agire contro l’inflazione, ma non quello di agire per la ripresa economica. Questa funzione e’ rimandata ai paesi della UE, che pero’ non hanno strumenti per farlo, avendo perso la sovranita’ finanziaria. Vuoi svalutare? Non puoi. Vuoi fare debito? Non puoi.
Si dice in giro che l’ Euro ci abbia “salvati”, e che esso avrebbe dato chissa’ quali “vantaggi di sistema”. Bene. Me ne sapete mostrare uno, nei numeri? Un solo settore dell’economia, della produzione, che abbiano guadagnato dall’euro? No. Non ce ne sono. Abbiamo dei “segni piu'”, abbiamo dei numeri? No. I numeri dicono il contrario, il declino inizia proprio con lo SME. Guarda caso.
L’unica cosa con cui giustifichiamo l’entrata nell’ Euro e’ la diceria secondo la quale l’ Euro ci avrebbe “salvati”. Chi lo dice? Lo dicono Ciampi, Prodi e Amato. Ecco, rendetevene conto. Amato, scampato alla distruzione del Partito Socialista, grande ammiratore di quel Craxi che inizio’ a fare debito, che mi spiega che bisogna entrare nella UE perche’ , secondo quanto racconta lui, un’asta di titoli di stato rischio’ di andare deserta. Innanzitutto, lo dice lui. Le regole di mercato del resto sono chiare: se l’asta va deserta, cambia le condizioni: offri piu’ resa, e forse non va deserta. In pratica, Amato dice che grazie alla sua incompetenza un’asta di Bot e’ quasi andata deserta, e anziche’ dimettersi ritorandosi ad Hammamet anche lui ,bisognava entrare nell’ Euro.
Forti di questi cavalieri dell’apocalisse, come possiamo dubitare che senza l’ Euro saremmo andati in malora? Del resto, non essendoci vantaggi materiali evidenti, l’unico espediente che si possa trovare e’ tirar fuori un ipotetico disastro, che ha solo Amato, Prodi e Ciampi come testimoni (guarda caso) , disastro che sarebbe successo (nel delirio dei tre) se non avessimo fatto quello che …. quei tre hanno deciso di fare.
Dico che si tratti di una politica basata sul delirio perche’ i propugnatori di tale idea non sanno spiegare per quale malefico motivo il fatto di cambiare moneta renderebbe piu’ appetibile il tuo debito pubblico: se chi compra i bot non ha fiducia che tu possa pagare la resa e restituire i soldi, che e’una valutazione STRUTTURALE, per quale motivo pagarli in euro o pagarli in lire avrebbe fatto differenza?
La verita’ e’ che non c’e’ alcuna ragione: cosi’ come l’Argentina e’ andata in default nonostante fosse dollarizzata, (anzi, questo ha accresciuto la dimensione del disastro), l’ Italia poteva andarci dopo essersi eurizzata.
Conclusione: non c’era alcun motivo per entrare nell’Euro, non ci ha dato alcun vantaggio, e per giustificare questa operazione bisogna inventare una storia del default inevitabile, aggiungere una stravagante teoria secondo la quale ancorarsi ad un’altra moneta salverebbe dal default (andatelo a dire a chi aveva buoni argentini) , e decidere che se un governo sfiora il default anziche’ cadere debba prendere decisioni ancora piu’ grosse. Fate voi.

What if

C’e’ chi dice che le aziende italiane a quel punto non venderebbero. Il che sono palle. La merce rimane merce e non cambia valore, e i contratti commerciali NON tengono conto di eventi creditizi del genere. Se non ci sono disordini in corso, non succede semplicemente niente.
C’e’ chi dice che un’azienda italiana di bulloni non venderebbe piu’ bulloni perche’ manca “credibilita’”. Ma la credibilita’ e’ una porcheria da casino’ (e’ il nome con cui indico le borse moderne), e non inficia l’economia reale: il bullone e’ buono e serve, oppure no. Non e’ che non mi servano piu’ i tuoi bulloni solo perche’ il tuo governo non paga i bot. Lasciate ai politici e ai gangster dei casino’ (le borse) queste fesserie: la parola “credibilita” e’ il marchio degli speculatori, dei politici e dei gangster dei casino’ (che chiamiamo borse). Per tutti gli altri, i prodotti sono prodotti e la qualita’ e’ qualita’. Fine.

Bollettino di guerra

Questo blocca gli aiuti alla Grecia? Non si sa. Di per se’, in ogni caso le banche tedesche hanno bisogno di aiuto, e il default greco le spaventa.
Di base, l’euro e’ quasi destinato a scomparire, o a rimanere una moneta molto debole, a meno che Trichet non riesca a mettere da parte la sua paranoia per l’inflazione e fare cio’ che hanno fatto le banche americane per diversi anni: stampare soldi. Quello che potrebbe fare e’ stampare qualcosa come 500 miliardi di euro, al prezzo di un’inflazione nell’eurozona sino al 2.7%, e comprare titoli a iosa, come ha fatto la FED americana in passato. Con il contributo dell’ FMI si potrebbe arrivare a coprire sino a 750 miliardi. Piu’ che sufficiente per Gracia, Portogallo , Irlanda e Spagna, insufficiente per coprire anche Belgio e specialmente Italia. Gli UK, viste le parole di Cameron, dovranno cavarsela da soli, se come penso a breve inizieranno a ballare
Per quanto tempo la guerra rimarra’ finanziaria? Gia’ oggi diversi governi dell’eurozona, come quello svedese, hanno iniziato a parlare chiaramente: bisogna fermare gli speculatori bloccandoli. Bello, ma si tratta di aziende americane, e quindi l’unico deputato a farlo sara’ Obama. Prima o poi, qualcuno avra’ il coraggio di alzare la voce e dire “Obama fermi questi idioti prima che ci mandino al disastro tutti, USA compresi” . E siccome Obama dira’ di no, le conseguenze politiche saranno inevitabili. Prima o poi e’ ovvio un deterioramento delle relazioni diplomatiche con gli USA, perche’ se l’euro resistesse troppo il danno avverrebbe dal lato americano.

Bollettino di guerra2

L’euro e’ semplicemente uno strumento per creare un mercato protetto per le merci tedesche. La sua identita’ paratedesca e’ stata sempre , come dire, poco nominata dai media, che l’hanno spacciato per un ente collettivo, pubblico, di tutti. Con questa crisi, i giornali di tutte le nazioni hanno trovato il coraggio di spiegare l’euro per quello che e’, ovvero pangermanismo valutario su scala europea.
Questo ha prodotto effetti su tutte le opinioni pubbliche, a cominciare da quella britannica , sino a molti commentatori francesi ed est-europei. Nel momento nel quale i re e’ nudo, e i giornali iniziano a dire che l’euro e’ la moneta tedesca, e tutti la stiamo usando, e la BCE di fatto e’ tedesca, l’opinione pubblica inizia a stizzirsi.
Insomma, oggi di nazioni che vorrebbero dare ai cittadini uno scatto di orgoglio nazionale e riprendere la propria vecchia moneta l’europa e’ piena. L’unica nazione che ne ha veramente bisogno e’ la Germania, tutti gli altri possono ragionare di pro e contro.
Cosi’ la Merkel (e la Germania) oggi si trova nella condizione di non sapere chi siano quelli che vogliono salvare l’euro, e quelli che invece non piangerebbero se finisse. Cosi’, che cosa ha fatto con questa iniziativa di bloccare la vendita scoperta al ribasso? Ha gridato “facciamo quadrato!”.
Ovviamente, la Merkel si aspetta di vedere chi sara’ ad unirsi alla Germania nel fare quadrato attorno all’euro. E il risultato e’, ovviamente, deludente.
Nessuno.
Rendere piu’ appetibile l’euro. Invece di essere un gioco win-win solo per i tedeschi e una serie di interminabili sacrifici per tutti gli altri, bisognera’ dividere la torta. Ma la Germania non e’ mai stata una potenza coloniale,e non ha esperienza nella gestione di pseudocolonie. Non sa dividere la torta, o come diceva Galeazzo Ciano nei suoi diari “i tedeschi sono pessimi padroni”.

Perchè non tremo.

 “Sto seguendo con aria divertita la crisi greca, e lo faccio per diversi motivi. Il primo e’ che ritengo la zona euro un completo fallimento. Essa non ha raggiunto nessuno degli obiettivi che si era preposta, e come progetto e’ stata gestita male e con finalita’ assurde. Per come la vedo io, prima finisce questa merda dell’ Euro e meglio e’.
Ci sono poi due ragioni essenziali che mi spingono a ridere di questi “speculatori”.
Si dice che gli stati nazionali europei stiano reagendo con “egoismo” e con “mancanza di visione” al problema, ma questo non avverra’ MAI quanto siano stupidi ed imprevidenti quelli che stanno scommettendo contro la zona euro.
Sia chiaro: che si aiuti o meno la Grecia, l’euro e’ alla fine della sua corsa. Aiutare la grecia spostera’ in avanti il problema di qualche mese. E se anche si aiutassero i greci per qualche mese, o per qualche anno, chi pratica queste speculazioni attacchera’ Portogallo e Spagna. Se anche dovessero resistere (Spagna e Portogallo hanno abbastanza relazioni politiche in sudamerica da rendere il favore con una rappresaglia politica non indifferente, cosa che viene spesso sottovalutata) , si passerebbe all’ Italia.
Passiamo al secondo punto: ti spaventa la fine dell’euro? No, per nulla. Non quanto, almeno , dovrebbe spaventare i signori della globalizzazione.
L’euro e’ stato, sotto tutti i punti di vista, il punto di non ritorno della globalizzazione in atto. E’ stata l’enunciazione piu’ alta, e l’applicazione piu’ complessa del principio cardine della globalizzazione, ovvero la libera circolazione di beni e merci.
La fine dell’euro significa il ritorno delle gestioni nazionalizzate dell’economia. Del ritorno degli aiuti pubblici. Il ritorno alle golden share. Alle industrie di stato. All’agricoltura nazionale. Alle banche soggetti del diritto pubblico anziche’ privato.
Se crolla l’euro, perche’ poi gli stati dovrebbero continuare con il WTO? Perche’ inseguire la chimera di un mondo finanziariamente cosi’ unito, quando il continente si divide? Del resto, una volta crollato l’euro, si iniziera’ con le accuse reciproche. Si iniziera’ con le banche locali da aiutare a superare lo choc, e quindi con le relative rappresaglie.
Perche’ mai rimanere nel WTO, allora? Che senso ha? Una volta che (come probabilmente succedera’) le opinioni degli euroscettici diventeranno mainstream, in un “te l’avevo detto io” da 550 milioni di persone, tutti sigetteranno sui vantaggi della fine dell’euro. Nazionalizzazioni, aiuti, dazi alle frontiere, tasse sul commercio, aiuti all’agricoltura, tutto ricomincera’ come prima.
Ma in questo mondo, come vivono i “big” della finanza globalizzata? Male. Vivono solo di quel che trovano a Wall Street e a Londra. Quando provano a mettere piede altrove, si sentono dire “qui c’e’ la golden share”, “qui c’e’ lo stato”, “qui c’e’ una legge ad hoc”. Come e’ successo e come succedeva prima della UE.
Chi vuole speculare sul petrolio e sui futures puo’, oggi, seguire solo le regole del mercato. Ma si sa che per avere condizioni migliori sul petrolio basta essere quelli che forniscono le tecnologie estrattive. Potete avere tutti i futures che volete, se io fornisco ad un paese le raffinerie, io posso avere un prezzo migliore del vostro gestito in sede politica. Coi vostri “futures” vi ci pulite il culo, specialmente se il fornitore di petrolio e’ un paese “diversamente democratico”.
Lo stesso dicasi per l’assalto al debito pubblico spagnolo. Di per se’, esso non e’ solo figlio della globalizzazione, ma e’ possibile solo grazie alla globalizzazione, che ha estromesso la politica dal gestire l’economia.
Sia chiaro: se i greci fossero fuori dall’ Eurozona, avrebbero semplicemente dichiarato default ieri. Lo hanno fatto, in effetti, ma ancora si spera negli aiuti. Ma perche’ i greci dovrebbero indebitarsi ancora, quando potrebbero semplicemente mandare affanculo i creditori?C’e’ forse pericolo che Francia e Germania invadano la Grecia?
La eventuale riduzione di importazioni greche in Germania e Francia e’ qualcosa che la Grecia non potrebbe recuperare nell’area mediterranea semplicemente svalutando?
La verita’ e’ che dell’eurozona hanno bisogno piu’ i finanzieri che i cittadini. Gli stessi finanzieri che la stanno distruggendo stanno di fatto distruggendo la piu’ grossa zona commerciale ove potevano spaziare liberi. Una volta tornati gli stati, torneranno ad assaggiare la minestra degli anni ’80, quando tentavano di entrare in Italia e si sentivano dire “vedremo cosa possiamo fare”, tentavano di entrare in Francia e si sentivano dire “vediamo cosa possiamo fare”, tentavano di entrare in Germania e si sentivano dire “se si chiama Deutsche-qualcosa, significa che e’ Deutsche. Punkt”.
Ma c’e’ una cosa che non hanno considerato. Per esempio, che il Portogallo ha lo stesso rapporto deficit/pil della Francia. Se e’ piu’ a rischio e’ perche’ le famiglie portoghesi sono piu’ indebitate. E le banche portoghesi hanno fatto molto piu’ ricorso a strumenti finanziari internazionali. E’ questo il motivo per cui riesconoa colpire facilmente il portogallo.
Ma se andiamo a considerare, in scala, la somma di Debito Pubblico e Indebitamento Privato, la scala dei “forti” e dei “deboli” in Europa cambia completamente. Il disastro portoghese colpira’ inevitabilmente l’indebitamento dei privati, cosi’ come in Grecia. Il quale e’ quasi tutto passato per Londra e New York.”

Sogni Infranti

“Non vi illudete, se i cambiamenti economici sono pesantissimi , quelli culturali lo sono ancora di piu’. Dopo questa botta di sofferenza e sacrifici, il processo europeo di globalizzazione dei mercati -che stupidi i finanzieri, stanno distruggendo il loro fiore all’occhiello, l’ Euro- si e’ fermato. Davvero pensate che, dopo aver osservato l’impotenza dell’area nel difendere gli stati membri, QUALCUNO VOGLIA ANCORA ADERIRE ALL’ EURO IN FUTURO?
Davvero credete che qualcuno voglia ancora entrare nell’eurozona per subire impotente i NO della Merkel e la bronleur/grandeur di Sarkozy? Dell’eurozona da questa crisi uscira’ la bara oppure il sarcofago: se anche l’ Euro non crollasse, il suo processo di espansione si e’ fermato definitivamente.
Se OGGI vi venissero a proporre di entrare nell’EURO dicendovi quello che vi hanno detto in passato -che l’euro PROTEGGE DAL DEFAULT (ahaha. Ci avete creduto davvero? AHAHA) , che l’ Euro salva i prezzi, che l’euro costringe i governi all’efficienza – LA VERITA’ E’ CHE RIDERESTE LORO IN FACCIA!
Non esiste piu’ in Europa UNA SOLA opinione pubblica che non guardi con sospetto , diffidenza e scetticismo l’ Euro. Non esiste piu’ un solo paese la cui opinione pubblica si aspetti cose buone dalla UE. Ormai le riunioni tra Merkel e Sarkozy lasciano il tempo che trovano. Questo e’ il GIGANTESCO cambiamento culturale che e’ avvenuto:nei prossimi ANNI, non esistera’ ALCUN partito disposto a sbandierare un convinto europeismo . Quanto potra’ durare questo stanco rituale della UE, ancora, in queste condizioni?”

Curioso il cambialmento di tendenza nel corso del tempo…

Tanto bello e tanto teutonico pare…

Dai su…

Postato da: @KappaRar

4 commenti su “ASFALTANDO URIEL. UN SALUTO A”ER PIADINARO DI DUSSELDORF”

  1. Nicola Guarnera
    25 novembre 2013

    Ma che imbecille. Questi sono i peggiori, come i vari Blodrin. Usano una falsa e piccante retorica per colpire chi di queste cose non capisce un *****. Mi è sembrato un po’ come il discorso di Napolitano quando era un comunista, inveiva contro lo SME. Adesso perché ha qualche pappone alle spalle che mantiene il tutto, meglio correggere il tiro e sostenere il regime.

    • kappadipicche
      26 novembre 2013

      Nicola, benché siamo convinti che alcuni voltafaccia possano provocare travasi di bile, ti preghiamo di mantenere il livello di educazione necessario affinché il tuo commento possa essere pubblicato.
      Grazie !

  2. Jonathan Osterman
    8 aprile 2014

    ammazza che pallonaro, a sto punto mi chiedo quanto di ciò che ha scritto sia vero.
    per quanto mi riguarda potrebbe fare il kebabbaro in una pizzeria turca a sto punto!!!! 😐

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Questa voce è stata pubblicata il 23 novembre 2013 da in Germania, Ide, Pude.
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