Kappa Di Picche

“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

CUORI DURI, TESTE MOLLI.

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Traduciamo di seguito questo articolo apparso sul blog di Paul Krugman in data 21 Novembre 2013. Le parole sono riportate fedelmente, mentre i corsivi e il testo tra parentesi quadre sono addizioni nostre.

Tanti anni fa il mio collega Alan Blinder scrisse un ottimo libro con, mi sembrò, un titolo leggermente sfortunato. Era fin troppo facile passare da  “Teste dure, cuori morbidi” al suo contrario.

Dall’altro lato, forse quello è un libro che doveva essere scritto sugli “austerians” dei giorni d’oggi, sia sul nostro lato dell’Atlantico sia in Europa.

Ciò che mi ha fatto scattare questa mattina è stata un’ intervista a Jens Weidmann, presidente della Bundesbank:

“Abbiamo abbassato i tassi di interesse e stiamo offrendo alle banche liquidità illimitata. Ma non esistono strade rapide e facili per uscire dalla crisi”  ha detto al settimanale tedesco Die Zeit in un intervista che sarà pubblicata an interview to be published on Thursday.

“La stampante [di banconote] è chiaramente la strada sbagliate per risolverla. Ci vorranno anni per eliminare le cause della crisi.”

Che cosa potrebbe giustificare questa osservazione, se non una fede pura nella potenza redentrice del dolore  (altrui) fine a se stesso?

Ragioniamo sui problemi attuali dell’euro in termini perfettamente normali, da testo di macroeconomia.

In promo luogo, consideriamo la situazione complessiva. L’eurozona in toto ha una disoccupazione da record e una bassa inflazione da record. Secondo qualsiasi standars, ciò ci dice che le politiche monetarie sono troppo restrittive. E’ vero, c’è un problema a trovare trazione, perché la BCE è vicina la limite inferiore dello zero [dei tassi di interesse, ndr] — ma questo è un problema di implementazione. Su quale possibile piano si potrebbe sostenere che stampare momenta non sarebbe quantomeno una soluzione parziale alla crisi?

Poi, guardiamo al problema relativa all’aggiustamento interno [all’eurozona, ndr]. I grandi flussi di capitali dal nord al sud durante l’euroforia hanno lasciato la Spagna, e altri Paesi, sopravvalutati, e con necessità di una “svaluatazione interna”. Ma adesso c’è una evidenza assolutamente schiacciante sulla rigidità verso il basso dei salari nominali: è più facile allineare i salari spagnoli in relazione ai salari tedeschi attraverso un aumento dei salari tedeschi piuttosto che attraverso uan diminuzione dei salari spagnoli. La svalutazione interna della Germania stessa dal 2001 al 2007 è stata conseguità attraverso l’inflazione all’estero, non con la deflazione in casa. Ma un tasso di inflazione troppo basso dell’eurozona nel suo complesso spinge l’onere della deflazione sui Paesi debitori. Di nuovo, come è possibile sostenere che un’inflazione più alta  — ricordate, attualmente si attesta solo allo 0.8% — non avrebbe effetti nell’aiutare a risolvere la crisi?

Infine, nella misura in cui i livelli di debito sono un problema, la bassa inflazione rende tale problema ancor peggiore, per tutte le solite ragioni.

Ora forse, forse, ci sarebbe ancora una crisi dell’euro anche se l’Europa avesse una domanda domestica forte e un inflazione al di sopra del 2%. Però noi non lo sappiamo – ed è strano scartare tutti gli sforzi per muoversi in tal senso presuntivamente.

What it comes down to is that Weidmann — like, I’m afraid, much conventional opinion in Europe — has thrown analysis out the window in favor of a peculiar form of wishful thinking. What’s peculiar about this wishful thinking is that it doesn’t consist of fantasies about the existence of easy, painless solutions; it consists of fantasies about the absence of easy solutions, even when the evidence says very clearly that such solutions exist. Instead of a weak-minded search for pleasure without pain, it’s a search for reasons to inflict pain regardless of the actual economic situation.

Ciò che si nota è che Weidmann – come, temo, la maggioranza delle opinioni convenzionali in Europa – abbia gettato l’analisi fuori dalla finestra a favore di una forma peculiare di wishful thinking. L’aspetto particolare di questo wishful thinking  è che esso non consiste di fantasie circa l’esistenza di soluzioni facili e indolori; si compone di fantasie circa l’assenza di soluzioni facili, anche quando l’evidenza afferma molto chiaramente l’esistenza di tali soluzioni. Invece di una ricerca da persone prive di giudizio per il piacere senza dolore, è una ricerca di motivi per infliggere dolore a prescindere dalla situazione economica attuale.

Si, questo rientra nella definizione di sadomonetarismo.

Ciò che è  impressionante è che questa cupa fantasia passa per saggezza, e detta l’agenda politica.

Articolo tradotto da @spud85

Come sempre chiosiamo con storico sarcasmo:

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Questa voce è stata pubblicata il 26 novembre 2013 da in Germania, Traduzioni, Uncategorized con tag , , , , .
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