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“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

IL PROBLEMA DELL’ECONOMIA SONO GLI ECONOMISTI(?)

Il titolo di questo pezzo è mutuato dal post, piuttosto tagliente, apparso recentemente sul blog di Paul Krugman sul NYT.  Il premio Nobel per l’Economia prende spunto da un articolo di Simon Wren-Lewis per sostenere e difendere la credibilità dell’economia “dei libri di testo”.

Nel suo pezzo Wren-Lewis sostiene che “parte del problema con l’economia è la maniera in cui gli economisti vedono se stessi .” E’ molto comune infatti che l’economia sia vista alla stregua di una scienza fisica, ove “c’è un corpus di conoscenze, che si è accumulato nel tempo“.

Questo tipo di visione lascia, secondo l’autore, notevoli lacune perché si concentra sulle metodologie tralasciando i contesti nei quali la conoscenza economica si è sviluppata. Wren-Lewis sostiene dunque che bisognerebbe porre “l’enfasi su come l’economia si è sviluppata“, ove “la storia economica gioca un ruolo principale“.

In tal modo le teorie economiche dovrebbero essere valutate “come risposta a processi ed eventi storici“. Infatti, nel giudizio dell’autore, ” è importante anche riconoscere i legami tra la teoria economica e l’ideologia“, che spiegano sia perché i politici a volte non agiscano in accordo ai consigli degli economisti ma anche il rovescio della medaglia: “come gli economisti debbano adattarsi al contesto socio-politico in cui lavorano“.

Wren-Lewis fa outing affermando che: “noi [economisti] dovremmo anche essere pià onesti su come la nostra sapienza possa essere influenzata dall’ideologia [politica]”.

L’articolo di Krugman, tradotto di seguito, procede nel solco di un pezzo su Project Syndicate del 2009 a firma Dany Rodrik, dal titolo autoesplicativo “Incolpate gli economisti, non l’economia“.

Nell’articolo che possiamo considerare il capostipite di questa linea di pensiero, Rodrik individua il problema nel fatto che ” gli economisti (e coloro che li ascoltano) sono diventati troppo sicuri dei loro modelli preferiti del momento“. Tale atteggiamento li ha portati a “dimenticare che c’erano molti altri modelli che conducevano in direzioni radicalmente diverse“.

L’accademico di Princeton sottolinea che “Se qualcosa ha bisogno di esser aggiustato, quella è la sociologia della professione [economica]. I libri di testo – almeno quelli utilizzati nei corsi avanzati – sono soddisfacenti“.

La sua visione dell’economia è quella di “una cassetta degli attrezzi con più modelli – ciascuno con una rappresentazione diversa e stilizzata di qualche aspetto della realtà. L’abilità come economista dipende dalla capacità di scegliere il modello giusto per la situazione in oggetto.”

Infine, Rodrik ricorda che il dibattito, in economia come nella vita, è fonte di arricchimento: “Quando gli economisti non sono d’accordo, il mondo viene esposto a legittime differenze di opinioni su come l’economia funziona. E ‘quando sono troppo d’accordo che il pubblico dovrebbe stare attento.”

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Il problema dell’economia sono gli economisti – di Paul Krugman

Questo è in gran parte quello che Simon Wren -Lewis sta dicendo in questo post difendere l’economia tradizionale . E mi trovo in gran parte d’accordo.

E’ profondamente ingiusto dare la colpa all’economia di libri di testo sia per la crisi sia per la scarsa risposta alla crisi. La mania per la deregolamentazione finanziaria, per esempio, non è scaturita dell’analisi economica standard – in realtà, è contraria al modello canonico di crisi bancarie, Diamond- Dybvig, che consiglia sia un ruolo cruciale di garanzie governative per prevenire panico auto-avverante sia la necessità di una regolamentazione per controllare il moral hazard che tali garanzie creerebbero. E’ vero che alcuni economisti hanno vistola nascita del sistema bancario ombra [shadow banking] che ha aggirato le garanzie tradizionali – ma quello era un problema di vigilanza, non di una cattiva teoria.

La teoria dei mercati efficienti [EMT: Efficient Markets Theory] forse merita maggiori critiche a causa del fallimento di troppi economisti nel riconoscere la bolla immobiliare , ma l’economia libri di testo ha sempre presentato la EMT come riferimento di base, non come una verità rivelata.

Per quanto riguarda la risposta alle crisi, la cosa notevole è stata la determinazione dei responsabili politici a fare il contrario di ciò che i testi di macroeconomia dicevano che avrebbero dovuto fare. Ridurre la spesa quando i tassi di interesse sono a zero, accampando qualsiasi scusa per alzare i tassi, non sono casi di applicazione dell’economia ortodossa – in realtà , la cosa sorprendente è stata osservare la proliferazione di modelli di recente invenzione per giustificare le misure opposte a ciò che sostiene Econ 101 [un corso di economia di base].

Il problema, ovviamente, è che questo non era solo il caso degli sciocchi e ignoranti incaricati politici che non considerano la conoscenza economica: molti prestigiosi economisti erano troppo ansiosi di voltare le spalle alla macroeconomia standard, nonostante stesse funzionando molto bene, in nome dei loro orientamenti politici.

E questo, credo, dice che c’è qualcosa di sbagliato con la struttura della professione economica. Mi sembra che non abbiamo bisogno di una scienza economica diversa quanto di economisti diversi.

Scritto e tradotto da @spud85

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Questa voce è stata pubblicata il 27 novembre 2013 da in Traduzioni con tag , , .
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