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“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

PAPA’ NOEL Y LOS REYES:E’ SEMPRE TEMPO DI LETTERINE.

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Bisogna ammetterlo!

La letterina di Babbo Natale, che i nostri genitori ci facevano scrivere dopo l’Immacolata per richiedere i tanto agognati doni, è oramai caduta in disuso.

Soprattutto per la BCE, che invia lettere per ricevere “regali” tutto l’anno, non limitandosi al periodo natalizio.

Il testo di tali lettere, foriere anch’esse di desideri, non inizia però con “Caro Babbo Natale”, ma con un meno fantasioso “caro Primo Ministro” e non arrivavano da qualche bambino che sogna di trovare la sua bicicletta sotto l’albero, ma da Jean Claude (non questo, ma Trichet) e/o Mario (non questo, ma Draghi). 

La più nota letterina che la banca centrale europea ha inviato era datata 5 agosto 2011 e indirizzata a Berlusconi e Tremonti, all’epoca rispettivamente Presidente del Consiglio e Ministro delle Finanze della Repubblica Italiana.

Le richieste, con un tono piuttosto insistente che mal si addice al ruolo indipendente che la BCE dovrebbe avere, sono da tempo state rese pubbliche pubbliche e riassunte qui.

Nella giornata di ieri, 27-11-2013, si è consumato uno scandalo in Spagna, a causa dell’uscita del libro dell’ex premier Zapatero, che ha svelato di aver ricevuto anch’egli una lettera della BCE con contenuti simili a quella italiana, di cui però aveva sempre negato l’esistenza (persino in parlamento durante un’interrogazione del leader dell’opposizione di allora, e primo ministro attuale, Mariano Rajoy).

L’opinione pubblica iberica si è scandalizzata che Planeta, la casa editrice delle memorie di José Luis Rodríguez, sia venuta a conoscenza dei contenuti della missiva prima dei parlamentari del governo spagnolo.

Sembra strano che lo scandalo si incentri sulla modalità con cui tale lettera è stata resa pubblica, invece che sulla gravità del suo contenuto e sull’ingerenza totale di un organismo non sottoposto al controllo democratico su una nazione sovrana come la Spagna.

I caldi consigli della BCE per attuare la riforma del mercato del lavoro con abolizione della contratti di lavoro nazionali, la promozione dei contratti temporanei, la moderazione salariale del settore pubblico e privato, le manovre aggiuntive di consolidamento fiscale e la liberalizzazione del settore energetico,  appaiono temi molto più cruciali su cui dovrebbe montare l’indignazione del popolo spagnolo.

La lettera non richiede altri commenti, il messaggio è chiaro: la Spagna, per rimanere nell’eurozona, deve tagliare gli standard di vita dei suoi abitanti.

Le modalità per conseguire tale risultato sono quelle che abbiamo imparato a conoscere in tutta la periferia dell’area euro.

Anche se l’incipit non brilla per fantasia, concentriamoci sul contenuto

L'incipit della lettera della BCE al Governo Spagnolo - 5 Agosto 2011

L’incipit della lettera della BCE al Governo Spagnolo – 5 Agosto 2011

Caro Primo Ministro,

Il consiglio direttivo della Banca centrale Europea ha affrontato il 4 Agosto 2011 la situazione sui mercati del debito pubblico spagnolo. Il consiglio direttivo considera essenziale che le autorità spagnole adottino misure urgenti volte a devolvere la credibilità della firma sovrana sui mercati dei capitali.

Ricordiamo che il vertice dei capi di stato e di governo della zona euro avvenuta il 21 Luglio 2011 ha stabilito che: <<tutti i Paesi dell’eurozona riaffermano solennemente la propria assoluta determinazione di fare totalmente onore alla sua firma sovrana e a tutti i suoi accordi in materia di vincoli di bilancio sostenibili  e riforme strutturali>>. Il consiglio direttivo ritiene che la Spagna deve puntellare urgentemente la reputazione della sua firma sovrana e il suo accordo con la sostenibilità fiscale e le riforme strutturali, e farlo mediante prove credibili.

Nell’attuale congiuntura, riteniamo essenziale la adozione delle seguenti misure:

1.Riteniamo necessario adottare misure aggiuntive che migliorino il funzionamento del mercato del lavoro, al fine di ottenere progressi significativi nella riduzione del tasso di disoccupazione.

a)Il decreto legge di riforma della negoziazione collettiva approvato dal governo spagnolo il 10 di giugno dovrebbe rinforzare in maniera più effettiva gli accordi nell’ambito delle imprese con l’obiettivo di garantire una decentralizzazione reale delle negoziazioni salariali. Nel corso del prossimo iter parlamentare  si dovrebbero approvare emendamenti que portino a ridurre la possibilità che accordi nel settore industriale (a livello nazionale o regionale) limitino l’applicabilità degli accordi a livello aziendale.

b) inoltre, ci preoccupa enormemente che il governo non abbia adottato nessuna misura per abolire le clausole d’indicizzazione dell’inflazione. Tali clausule non costituiscono un elemento adeguato nei mercati lavorativi di una unione monetaria, in quanto costituiscono un ostacolo strutturale all’aggiustamento dei costi del lavoro e, perciò, contribuiscono a complicare la competitività e la crescita. Invitiamo il governo a prendere misure audaci e eccezionali per evitare l’uso di tali clausule, considerata la crisi attuale.

c) Il governo dovrebbe anche predisporre misure eccezionali per promuovere la moderazione salariale del settore privato, in accordo con le riduzioni significative dei salari pubblici stabilita nell’anno passato. Invitiamo il governo a esplorare tutte le vie possibili per conseguire questo fine.

d) Altresì, suggeriamo di rivedere velocemente gli altri regolamenti del mercato del lavoro con lo scopo di accelerare la reintegrazione dei disoccupati nel mercato del lavoro. Vediamo importanti vantaggi nell’adozione di un nuovo contratto del lavoro eccezionale nel quale le indennizzazioni da licenziamento siano molto basse, e che si applichi per un periodo di tempo limitato. Inoltre, suggeriamo di eliminare tutte le restrizioni al prolungamento dei contratti a tempo determinato durante un intervallo di tempo predefinito.

Considerando la gravità della situazione dei mercati finanziari, riteniamo fondamentali che le misure, riportate nei paragrafi precedenti,  si effettuino al più presto possibile, al più tardi entro la fine di agosto.

2. Il governo deve anche adottare misure audaci che garantiscano la sostenibilità delle finanze pubbliche.

a) Il governo dovrebbe dimostrare in maniera chiara, con azioni reali, il suo impegno incondizionato a rispettare gli obiettivi di politica fiscale, indipendentemente dalla situazione economica. Con tale fine, spingiamo il governo ad annunciare, durante il mese corrente, misure addizionali di consolidamente fiscale strutturale per la parte restante del 2011 superiori, come minimi, allo 0,5% del PIL, con l’obiettivo di convincere i mercati che l’obiettivo del deficit del 6% si raggiungerà a prescindere delle circostanze. Allo stesso tempo, si devono continuare ad applicare norme fiscali nazionali che assicurino il controllo dei bilanci regionali e locali (includendo l’autorizzazione per l’emissione di debito da parte di governi regionali), e si devono implementare con celerità, ove necessario, piani governativi di consolidamente dei governi regionali e locali.

b) La recente pubblicazione dei dati trimestrali dei bilanci dei governi regionali rappresenta un passo avanti importante sul tema della trasparenza, però tuttavia non è abbastanza. Il governo dovrebbe pubblicare, a breve termine, i conti nazionali di tutti i settori governativi insieme alle statistiche trimestrari delle finanze stesse. Inoltre, a medio termine, il governo dovrebbe promuovere la pubblicazione mensile dei dati dei conti nazionali degli altri sottosettori governativi, con lo stesso livello di dettagli e frequenza applicati per il governo centrale.

c) Si accoglie con favore la introduzione della nuova regola di spesa (che limita gli incrementi di spesa, in periodi normali, al tasso di crescita tendenziale del PIL, a meno che si finanzino mediante cambi della legislazione impositiva). Appare basilare che questa regola si applichi nel futuro a tutti i settori governativi.

3. Concludendo, invitiamo il governo ad adottare più riforme del mercato dei prodotti. In questo ambito dovrebbero essere affrontati diversi aspetti:

(i) Aumentare la competitività nel settore energetico affinché i prezzi riflettano meglio il costo dell’energia, così come adottare msure per ridurre l’alto livello di dipendenza energetica dell’economia spagnola;

(ii) Promuovere il mercato di locazione per uso abitativo migliorando la legislazione dei contratti; e

(iii) Aumentare la competitività del settore terziario, affrontando specificamente la regolamentazione dei servizi professionali.

Riassumendo, confidiamo che il governo spagnolo sia cosciente della sua elevatissima responsabilità per il buon funzionamento dell’eurozona nella congiuntura attuale, e che adotti decisamente le misure necessarie per recuperare di nuovo la fiducia dei mercati nella sostenibilità delle sue politiche. Queste misure, sommate a tutte quelle che già sono in marcia per ristrutturare e ricapitalizzare il settore bancario spagnolo, dovrebbero dare come risultato grandi benefici non solo all’economia spagnola, ma anche all’eurozona nel suo complesso.

Con i migliori auguri,

Jean-Claude Trichet                                                                                                                                                                                        Miguel Fernández Ordóñez

In copia al ministro dell’economia Elena Salgado

(N.B.: grassetti e sottolineature sono ripresi fedelmente dal documento originale)

Addendum #1 del 29/11 ore 11.47: il “coraggio” di Berlusconi nell’opporsi ai diktat della BCE fa il paio con quello di Zapatero

Addendum #2 del 29/11 ore 13.12: come vedete all’interno del Partido Único Del Euro, il ramo spagnolo del PUDE, non ci sono differenze. Oggi il periodico “El Diario” fa un parallelo tra il programma di governo di Rajoy (PP: Partido Popular) e il contenuto della lettera della BCE. La sovrapposizione è praticamente perfetta, anche grazie all’opera di De Guindos.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 novembre 2013 da in Traduzioni con tag , , , , .
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