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PAUL KRUGMAN: LA DIFFICILE SITUAZIONE DEGLI OCCUPATI.

Traduciamo di seguito un post odierno apparso sul blog di Paul Krugman, che analizza gli effetti di una prolungata crisi economica sul rapporto tra impiegato e datore di lavoro. Le tematiche di giuslavorismo, fino a quelle della lotta di classe, si intrecciano in questo breve articolo, nel quale si nota il parallelo USA – Eurozona per ciò che attiene alla perdita di potere contrattuale dei lavoratori, schiacciati dalla maggiore richiesta di flessibilità, dalla compressione dei diritti sindacali mal difesi (ove non svenduti) e dalla mancanza di alternative al proprio posto di lavoro.

Mike Konczal scrive di come il governo USA abbia perso interesse per i disoccupati , e di quale scandalo ciò rappresenti. Egli ha anche, inoltre, sollevato un punto importante che ho il sospetto giochi un ruolo significativo nell’economia politica di questo scandalo: questi sono tempi difficili per gli occupati, troppo difficili.

Perché? Perché hanno così poco potere contrattuale. Lascia o perdi il tuo lavoro, e le probabilità di ottenere un altro lavoro simile, o un qualsiasi altro lavoro, non sono decisamente buone. E i lavoratori lo sanno: il tasso di licenziamenti, la percentuale di lavoratori che lascia volontariamente il posto di lavoro, si attesta molto al di sotto dei livelli pre-crisi, e molto molto molto al di sotto dei livelli registrati nel vero boom economico della fine degli anni ’90:

Licenziamenti volontari (fonte)

Licenziamenti volontari . Le aree grigie rappresentano i periodi di recessione USA    (fonte)

Ora, si può credere che l’occupazione sia un rapporto di mercato come qualsiasi altra – con un acquirente e un venditore, e che sia solo una questione di comune accordo.

Si può anche credere a Babbo Natale.

La verità è che l’occupazione è , in molti se non tutti i casi , un rapporto di potere. In periodi di congiuntura favorevole, o dove la posizione dei lavoratori è protetta da vincoli legali e/o da sindacati forti, tale rapporto può essere relativamente simmetrico. In tempi come questi, è estremamente asimmetrico : i datori di lavoro e i dipendenti sanno che i lavoratori sono facili da sostituire, mentre i posti di lavoro persi sono molto difficili da ritrovare.

E posso suggerire ai datori di lavoro piaccia questa situazione, anche se non lo diranno mai in pubblico? Cioè , esiste un controaltare  significativo per loro in una situazione economica ancora debole. Non credo di andare troppo lontano dalla realtà nel dire che esiste uno sforzo deliberato per mantenere l’economia debole, ma l’America delle Corporation di certo non si sente molto dolore, e la situazione dei lavoratori è in realtà un vantaggio dal loro punto di vista.

Tradotto da @spud85

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Questa voce è stata pubblicata il 24 dicembre 2013 da in Traduzioni con tag , , , , , .
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