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IL RALLENTAMENTO DELLA CRESCITA DELLA PRODUTTIVITA’ E’ TUTTORA UN ENIGMA.

Crescità della produttività in US (nonfarm business) stima 2013 basata su dati Q1 – Q3 Source: BLS (PRS8500609

Riprendiamo di seguito l’interessante post apparso su SoberLook il 4 Gennaio. Il pezzo verte sulla recente frenata della crescità della produttività negli Stati Uniti.

La premessa da tenere a mente è che tale declino rappresenta un rompicapo, e che ogni tentativo di spiegarlo non risulta pienamente soddisfacente.  SoberLook riporta il parere di Ben Bernanke, non certo “uno de passaggio“, che fornisce una risposta ampia e articolata, non certo priva di problematicità.

Tra le ipotesi suggerite dall’ex governatore della Fed ne abbiamo posta in risalto una e translata geograficamente dal Nord America all’Europa, e che sottolinea ancora una volta come le politiche di austerity applicate nell’eurozona – e in Italia in particolare – hanno avuto un probabile impatto negativo sulla produttività, proprio a causa delle ridotte vendite causate dal crollo della domanda interna funzionale a riequilibrare il CA.

Inoltre, la flessibilità del lavoro e la disponibilità di masse di sottopagati a basso costo, aumentati negli ultimi anni a causa di una disoccupazione sempre crescente, ha intuitivamente ritardato investimenti in ricerca e sviluppo, aggravando ulteriormente il problema della produttività.

Ben Bernanke: Nonostante la Federal Reserve, come altri previsori, abbia avuto la tendenza ad essere troppo ottimista nelle sue previsioni del PIL reale durante questo ripresa, siamo stati anche, a volte, troppo pessimisti nelle nostre previsioni del tasso di disoccupazione. Ad esempio, lo scorso anno la disoccupazione è diminuita molto più rapidamente di quanto noi o altri previsori ci aspettassimo, anche se la crescita del PIL era moderatamente inferiore a quello previsto un anno fa. Questa discrepanza riflette una serie di fattori, tra cui la diminuzione della partecipazione, ma un motivo importante è la lenta crescita della produttività nel corso di questo ripresa. Intuitivamente, quando gli incrementi di produttività sono limitati, le imprese hanno bisogno di più lavoratori, anche se la domanda sta crescendo lentamente. Una crescita della produttività deludente, di conseguenza, deve essere aggiunta alla lista dei motivi per i quali la crescita economica è stata più lenta del previsto. (Incidentalmente, la lentezza dell’aumento di produttività nelle prime fasi della ripresa economica non è stata evidente fino a ben dopo l’accaduto a causa delle grandi revisioni dei dati – un bel quadretto delle frustrazioni delle politiche in real-time). Le ragioni di una debole crescita della produttività non sono del tutto chiare: può essere una conseguenza della gravità della crisi finanziaria, per esempio, se le condizioni creditizie restrittive hanno inibito l’innovazione, gli investimenti per migliorare la produttività, e la formazione di nuove imprese; oppure potrebbe semplicemente riflettere la lenta crescita delle vendite, che hanno portato imprese ad utilizzare meno intensamente capitale e lavoro, o anche un’errata misurazione. In particolare, la crescita della produttività ha anche posto in risalto un certo numero di economie straniere che sono state duramente colpite dalla crisi finanziaria. Un’ulteriore possibilità può essere è che la debole crescita della produttività rifletta tendenze a lungo termine in gran parte estraneee alla recessione. Ovviamente, la risoluzione del rompicapo della produttività sarà importante nel formare le nostre aspettative per la crescita a lungo termine. “

Per un approfondimento sul tema della produttività in Italia si consigliano i seguenti post su Goofynomics: uno, due, tre e quattro.

Scritto da @spud85

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Questa voce è stata pubblicata il 6 gennaio 2014 da in Traduzioni con tag , , , , , , .
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