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“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

DOLORI CRESCENTI

Riportiamo di seguito un grafico orrendo (cit.), con relativo commento,  tratto dalla sezione Daily Charts de The Economist. Ogni commento è puramente superfluo.

Variazione del PIL pro capite nel periodo 1999-2014 (in %) In blu i paesi che sono entrati nell'euro nel 1999

Variazione del PIL pro capite nel periodo 1999-2014 (in %) In blu i paesi che sono entrati nell’euro nel 1999

L”eurozona festeggia il suo 15° anniversario con il suo 18 ° membro

Quando la moneta unica europea è nata nel 1999, non si sarebbero mai potuti prevedere questi tempestosi quattro anni. Dal 2010 i salvataggi di Grecia, Irlanda, Portogallo e Cipro sono stati seguiti da una austerità atringente, da sconvolgimenti economici e frazioni politiche in tutta l’area dell’euro. All’inizio del 2014 la Lettonia è diventato il 18 ° membro dell’unione monetaria. Anche se l’Irlanda è uscita il suo programma di bail-out alla fine dello scorso anno, la Grecia, il Portogallo e Cipro avranno probabilmente necessità di richiedere fondi aggiuntivi (ad esempio: un bail-out). Nel frattempo la fede della Germania nel progetto rimane forte – probabilmente perché ne è stata una dei più grandi beneficiari. Il PIL pro capite* in Germania è aumentato di oltre il 20%  dal 1999, in netto contrasto con un calo del 3% in Italia.

*Nota: come giustamente fa notare Benedetto Ponti nei commenti,  il dato del PIL pro capite rappresentato nel grafico de The Economist presenta delle complessità interpretative. Il PIL pro capite è definito come rapporto tra il PIL di uno stato e la sua popolazione:

gdp

e quindi è suscettibile di variazioni al modificarsi del numeratore (PIL) e del denominatore (numero di abitanti). Inoltre in questo caso non è neppure specificato se tale grandezza sia quella nominale o espressa a parità di potere d’acquisto. Vale la pena quindi sottolineare come una variazione del PIL pro capite non implica alcuna equa distribuzione sulla popolazione, ma rappresenta esclusivamente un indicatore sintetico della crescita di un Paese.

P.S.: la prossima volta che ti diranno che l’euro ha portato benessere all’Italia, nonostante il tuo vicino sia in CIG, tua moglie disoccupata e tu abbia un contratto a termine sottopagato, stampa questo grafico e regalalo all’interlocutore. Forse non capirà ugualmente, ma almeno non potrà dire che non sapeva!

Scritto da: @spud85

4 commenti su “DOLORI CRESCENTI

  1. Benedetto Ponti
    8 gennaio 2014

    due cose:
    1) espresso in GDP per capita, il grafico induce il lettore poco attento a credere che effettivamente dell’incremento (dove c’è stato) si siano giovati tutti i cittadini…
    2) dal grafico sembra emergere una peculiarità tutta italiana. A riprova che c’è qualcosa che non va DI SPECIFICO nel nostro paese, rispetto ai partner eurozonici?

    Benedetto Ponti

  2. kappadipicche
    8 gennaio 2014

    due risposte:

    1) non mi è chiara l’obiezione. “GDP per capita” è tradotto con “PIL pro capite”, mi sembra abbastanza chiaro.

    2) caro Benedetto, questa è in effetti una obiezione interessante. Non credo sia questo il luogo per sviscerare tutti i problemi italiani, però rifiuto l’idea che quel -3% non dipenda dall’euro ma da qualcosa di peculiare (spero che tu non ti riferisca alla nota categoria ortottera KastaKrikkaKorruzione).
    Una risposta, sicuramente non esaustiva, dipende dalla natura (questa sì PECULIARE) del nostro Paese all’interno della periferia dell’eurozona.
    L’Italia ha infatti un settore industriale molto sviluppato e votato all’export, in competizione su numerosi prodotti con Germania, US e Giappone. Ovviamente per noi avere una moneta sopravvalutata ha implicazioni radicalmente diverse rispetto – per esempio – alla Spagna.
    Se i prezzi dei nostri beni aumentano del 30% l’impatto sul nostro PIL sarà >> rispetto a stati-membri come Spagna o Grecia, scarsamente industrializzati e meno votati alle esportazioni. Concordi?

    • Benedetto Ponti
      8 gennaio 2014

      1) Il dubbio riguardava il metodo (ma la domanda andrebbe posta a The Economist) di “rappresentazione” dell’informazione. Infatti, se si vuole dare l’idea di quanto si è mosso il PIL dei paesi considerati, il dato complessivo PER PAESE era più che sufficiente. Tantopiù che l’esempio che Bagnai ha fatto da poco riguardo alla Lettonia indica che il dato pro capite può risultare “falsante” nella misura in cui ci sia stata una dinamica demografica significativa. Non sarà il caso dei paesi presi in considerazione nella tabella di cui sopra, ma in termini metodologici resta un problema, a mio avviso. E cmq. – ripeto – il lettore poco attento o poco consapevole potrebbe ritenere che in Germania tutti, nel periodo 1999-2014, abbiano goduto di un incremento del reddito del 21%; mentre sappiamo che non è affatto così…. Errore che invece potrebbe essere del tutto evitato mostrando solo di dato complessivo per paese.

      2) Concordo (anche perchè mi pare che abbiamo la stessa “fonte” ;-)). In effetti, è perfettamente probabile che struttura produttiva e posizionamento dei nostri prodotti rispetto ai concorrenti tradizionali possano spiegare anche il 100% di quel dato. Il che rende ancora più evidente la follia criminale di chi ha portato il paese in questa trappola…

  3. kappadipicche
    8 gennaio 2014

    1) Mi sembra ragionevole e forse può aiutare una migliore comprensione. Accetto volentieri il consiglio e ti ringrazio: inseriremo appena possibile un commento ad hoc nell’articolo. OT: Sarebbe bello fare un drilldown su alcune classi sociali tedesche (es. minijobber o pensionati) per vedere l’evoluzione del loro reddito negli ultimi 15 anni.
    2) Assolutamente d’accordo. Non a caso l’euro non esisterebbe né sarebbe esistito senza Francia o Italia. Ed è per lo stesso motivo che – a meno di un’uscita dall’alto dei teutonici – sono gli stessi due Paesi che ne decreteranno la fine e con un’uscita unilaterale e con una dissoluzione controllata.
    Maggio 2014 si avvicina!

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Questa voce è stata pubblicata il 8 gennaio 2014 da in Germania, Grafici, Italia con tag , , , , , , , , , .
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