Kappa Di Picche

“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

IL CANTO DEL CIGNO DELLA SPAGNA.

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Fig0. Disoccupazione giovanile (sotto 25 anni) nell’ Eurozona. La spagna con il 57,7% è seconda solo alla Grecia.

Il 2014 sarà un anno da seguire con attenzione e nervi saldi. Se non sarà l’anno in cui si scioglierà l’ Eurozona (volesse Dio), ci sarà sicuramente un altro Paese che è indiziato per essere il prossimo a finire gambe all’aria: la Spagna.

La Spagna sembra infatti avviata a battere il primato del “Più grande successo dell’ Euro” (sic!)

Quella che segue è una mia personale analisi, basata su dati facilmente reperibili e relativa loro interpretazione. La Spagna sta per saltare. Una nazione con 48 milioni di abitanti, con l’attuale condizione economica e con prospettive politiche assolutamente allineate alla vulgata dell’UE è destinata a finire male.

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Fig1. Appare subito e immediatamente chiaro che il problema un pò in tutta l’ Eurozona nel periodo 1999-2007 sia stato l’elevato debito pubblico!
(Grafico preso da Goofynomics)

Per Figura 1 rimando qui. Il problema non è il debito pubblico. E’ una crisi di debito privato. Su questo non c’è poi molto da aggiungere.

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Fig2. Tassi di disoccupazione nell’Eurozona
La Spagna ormai è seconda solo alla Grecia che a Novembre 2013 era al 27,4%

In Figura 2 possiamo vedere l’unico paese d’Europa che può vantare un tasso di disoccupazione pari al 26,7%  secondo solo alla Grecia con 27,4% ( praticamente in entrambi questi paesi 1 persona su 4 non lavora, e la disoccupazione giovanile sfiora il 57% come visto in Figura 0). Il rodatissimo sistema della svalutazione interna porterà a conseguenze sociali catastrofiche (ad essere ottimisti.)

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Fig3. In Spagna e in Italia le banche applicano i più elevati tassi di interesse di tutta l’Eurozona.
(con buona pace di Mario Draghi e del suo 0,25%)
Si vede chiaramente come ci siano tutti i presupposti per una serena Unione Bancaria.

In figura 3 possiamo vedere i diversi tassi d’interesse applicati sui nuovi prestiti al settore privato. Questo pone in evidenza due ovvi aspetti ma sui quali vale la pena spendere due parole… Il primo: è l’ulteriore regalo fatto da Mario Draghi alle banche e al mondo della finanza. Vengono ad essere realizzate plusvalenze secche senza fare assolutamente nulla (ricordiamo che le banche si finanziano ad un tasso ridicolo dello 0,25%,tassi bassi che TEORICAMENTE dovrebbero servire a far ripartire l’economia reale, ma purtroppo così non è). Il secondo è la disomogeneità dei tassi d’interesse applicati nei confronti dei paesi dell’ Eurozona , con questi presupposti ha senso parlare di Unione Bancaria? Siamo seri…

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Fig4. Produzione industriale 2000-2013
Si vede chiaramente come la produzione industriale Spagnola abbia tratto giovamento dalle politiche economiche Europee.

Figura 4, evidenzia che dal 2001 (anno in cui è stata introdotta l’odiata moneta) gli squilibri industriali e il divario tra paesi sia sensibilmente aumentato. Questo in un primo momento è attribuibile al cambio fisso,ma in seguito è sicuramente stato accentuato da un differente accesso al credito (come abbiamo visto in Fig.3) e da politiche europee economiche e fiscali completamente folli e irragionevoli (austerity). Il tutto a vantaggio della Germania.

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Fig5. Indice di miseria. Basato sulla somma del tasso d’inflazione e del tasso di disoccupazione. Come possiamo vedere la Spagna sta ottenendo ottimi risultati in entrambi i campi.

Figura 5. NO COMMENT, ma tanta tanta angoscia. Più che “indice della miseria” bisognerebbe chiamarlo indice del dolore.

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Fig6. Depositi Bancari dell’ Eurozona

Figura 6. Depositi bancari dell’ Eurozona. Concentrandoci sulla Spagna (in giallo) possiamo vedere come siano stati intaccati i risparmi dei cittadini spagnoli. O sono stati utilizzati per sopravvivere o sono finiti nel materasso per timore di prelievi forzosi. Tertium non datur. Ricordiamo che la Spagna storicamente ha sempre avuto una propensione al risparmio simile a quella del nostro paese. (A tale proposito: siamo un paese di risparmiatori con immobili di proprietà… Ricordatevi di Cipro!)

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Fig 7. Il settore immobiliare spagnolo è praticamente morto. Non vengono quasi più approvati progetti relativi a nuove abitazioni, e gli occupati nel settore delle costruzioni rasentano lo “zerovirgola” sul totale degli occupati spagnoli.

Figura 7. La morte del settore immobiliare, dove non vengono approvati nuovi progetti abitativi e non vengono utilizzate unità di lavoro, il tutto dovuto ad un crollo della domanda interna. Disoccupazione e paralisi anche qui, il tutto per colpa della gigantesca Bolla Immobiliare. I numeri sono da capogiro: 687.523 nuove abitazioni che nel 2009 non avevano ancora trovato un compratore; fra i 350.000 ed i 400.000 pignoramenti immobiliari attivati dalle banche contro coloro che non riescono più a pagare il mutuo, con una media di 400 nuove esecuzioni al giorno.

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Fig8. Prestiti non restituiti alla scadenza.
In arancione la Spagna, in verde l’Italia.

Figura 8. Prestiti non restituiti alla scadenza,ça va sans dire…

Se Atene piange Madrid e Roma non hanno ASSOLUTAMENTE  nulla da ridere… Anche se ci sono analisti che ragliano sulla possibilità che la Spagna, in un non meglio specificato “medio periodo”,  possa diventare la locomotiva per la crescita europea.

Dopo il più grande successo dell’ Euro e la Spagna c’è il nostro paese, nel quale gli indicatori macroeconomici sono drammatici e dove le prospettive politiche sono decisamente fosche. Del resto lo abbiamo imparato, quelli che stanno mettendo in atto(?) sono salvataggi che non ci salveranno.

E’ di queste ore la notizie che il governo spagnolo ha compiuto un cambiamento senza precedenti per quel che riguarda i contributi da versare per la sicurezza sociale. Secondo quanto riporta 20 Minutos, dopo il Consiglio dei ministri del 20 dicembre scorso il governo ha preso la decisione di allineare la tassa sul reddito ad i contributi sociali. In pratica, un numero di benefici usati per essere tassabili dal reddito ma esenti dai contributi di sicurezza sociale perderanno l’eccezione. Si tratta, in particolare, dei piani pensionistici privati o assicurazioni mediche, ticket alimentari, voucher per la cura dei bambini o sussidi per i trasporti.

L’impatto economico della misura non è ancora certo e diverse fonti criticano la sua introduzione senza aver consultato prima i partner sociali. Il governo si aspetta entrate per 900 milioni di euro nel 2014, ma la misura è regressiva nel senso che il salario massimo per il contributo della sicurezza sociale non è cambiato, così chi guadagna di più non vedrà i suoi contributi aumentare.

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Fig9. Modifica del tasso di disoccupazione per settore

Figura 9. I disoccupati spagnoli non sembrano essere troppo “choosy” ( tanto per citare un infelice ministro). Dopo un picco avuto tra il 2008 ed il 2010,si ha la stasi. Attualmente chi è disoccupato ci rimane,non per scarsa volontà, ma perché fattivamente NON C’E’ lavoro. Sic et simpliciter

Di @KappaRar

ADDENDUM: Ho ritrovato uno dei fantastici cartelli di Ballarò risalente a dicembre 2013… Ulteriore conferma che la tv è meglio spegnerla.

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3 commenti su “IL CANTO DEL CIGNO DELLA SPAGNA.

  1. Pingback: ITALIA GAME OVER (?) | Kappa Di Picche

  2. otto
    17 gennaio 2014

    Ballarò non è tv. E’ tv di stato, tutt’altra cosa…

  3. Pingback: ITALIA GAME OVER (?) | Il Contagio

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Questa voce è stata pubblicata il 13 gennaio 2014 da in Grafici, Spagna con tag , , .
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