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PERCHÉ L’UE ACCETTA MEMBRI CHE POTREBBERO NECESSITARE DI UN BAILOUT

Gli stati nati dalla divisione della Yugoslavia

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Traduciamo di seguito un lucido articolo apparso su Quartz nella giornata odierna, che verte su un tema spesso ignorato: le motivazioni che spingono l’UE ad ammettere nell’unione stessa membri che, con tutta probabilità, avranno necessità di aiuti economici nel breve periodo. Dopo la Croazia, adesso sembrerebbe essere il turno della Serbia.

Perché?

Sicuramente non per ragioni che afferiscono alla teoria economica ma piuttosto da ragioni meramente politiche. Quali siano con certezza tali ragioni, ci sembra avventato dirlo, ma potrebbero ancora una volta avere a che fare con gli interessi dei creditori, ovvero di chi ha capitali da investire e vuole mettersi al riparo dal rischio di cambio. Infatti, come più volte ripetuto in altre sedi, fissare il cambio elimina una delle aleatorietà di concedere crediti esteri, in quanto annulla sostanzilamente la possibilità di svalutazione del debitore e quindi il rischio per il creditore di ricevere indietro meno di quanto pattuito.

La Croazia ha aderito all’Unione europea nel luglio scorso, dopo oltre 10 anni dalla prima richiesta per l’adesione. Alcuni hanno soprannominato la sua adesione “fortunata” perché, francamente, l’economia è un disastro. Era necessario per l’Unione Europea portare nel gruppo un altro stato a rischio di recessione e con un’economia dipendente dal turismo?

Oggi la domanda si ripete nuovamente. Standard & Poor ha tagliato il rating di credito del paese di un’altra tacca, spingendolo sempre più in profondità nel territorio “junk”. S&P calcola che l’economia della Croazia si ridurrà nel 2014 per il sesto anno consecutivo; la Grecia è l’unico membro dell’Unione Europea il cui PIL è crollato in misura maggiore nello stesso periodo (cinque anni) rispetto alla Croazia.

deltaPIL2008-2013

Variazioni di PIL reale nell’eurozona dal 2008 al 2013

I vantaggi di aderire all’UE per la Croazia sono innegabili [NDR: siamo davvero sicuri?], ma sono sopraffatti, dice S&P, da problemi a breve termine che l’agenzia descrive diplomaticamente come “rigidità del mercato del lavoro e un ambiente di business complesso.” S&P si agita per la lentezza delle riforme del governo avanti elezioni del 2015, una paralisi che può anche significare per la Croazia non riuscire a spendere tutti i fondi che l’UE mette a disposizione per i suoi membri più poveri. Un recente sondaggio ha classificato la Croazia tra i paesi più corrotti dell’UE.

Nel frattempo, il tasso di disoccupazione della Croazia, come la sua contrazione economica, si colloca vicino alla vetta delle classifiche europee. Qualunque eccitazione ci fosse per il tanto agognato ingresso nell’UE, ben presto lasciò il posto a un “cupo sentimento” tra i cittadini scontenti del paese.

DisoccupazioneUE

Tasso di disoccupazione dei Paesi membri dell’UE

In questo scenario cupo, la Croazia è stata considerata un candidato per un potenziale piano di salvataggio dal giorno in cui ha aderito all’UE. Il governatore della banca centrale del paese, Boris Vujcic, è l’ultimo a rinforzare di nuovo queste possibilità. «Chiedere l’accesso a un programma di aiuto UE/FMI è sempre un’opzione, ma non è in programma ora”, ha detto al Wall Street Journal la scorsa settimana.

Tuttavia, il PIL della Croazia è solo lo 0,3% dell’economia europea nel suo complesso. Un piano di salvataggio, se si arriverà a tanto, comporterebbe solo una piccola ammaccatura nel bilancio dell’unione. Per di più, l’importanza politica di portare nell’UE il membro dilaniato dalla guerra dell’ex-Jugoslavia supera chiaramente il mal di testa economico che la nazione di 4,3 milioni di persone porta all’unione. Se ci fosse bisogno di sottolinearlo, la vicina Serbia, con tutti i suoi problemi, questa settimana ha aperto i colloqui formali per aderire all’UE.

Articolo originale di @jkaraian , tradotto da @spud85.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 gennaio 2014 da in Traduzioni con tag , , , , , , .
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