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“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

ANCHE LA RUSSIA HA UN SOGNO

EU-RUSSIA
Sul Financial Times trovo questa interessante lettera scritta da Igor Shuvalov, vice primo ministro di Vladimir Putin. L’importantissimo membro del Governo russo spiega qual’è la visione dell’Unione Euroasiatica che sta prendendo forma nell’area dell’ex Unione Sovietica e che è alla base della delicata situazione Ucraina. Dal discorso che leggerete, si capisce chiaramente come la logica imperiale e mercantilista dell’Unione Europea sia la stessa che guida il progetto dell’Unione Euroasiatica così come è la stessa che sta guidando nel silenzio generale l’Unione Euro-Altantica prossima ventura (l’APEC invece è un po’ che non la seguo, devo aggiornarmi..).

In Italia sarebbe ora di seguire la politica estera in maniera più attenta, invece di perdere tempo nelle scemenze che fanno da contorno alle dispute interne tra i grigi cialtroni che si contendono il ruolo di Primo Ministro fantoccio. Ma forse sbaglio io, forse è giusto così, tanto è inutile interessarsi delle dinamiche mondiali visto che ormai non abbiamo più nessun tipo di politica davvero importante nelle nostre mani (quindi la politica estera e quella economica).

Ma non divaghiamo, leggiamo attentamente cosa dice il signor Shuvalov:

L’Europa teme che la Russia stia ripetendo gli errori sovietici

“Molti europei credono che l’unione economica eurasiatica che sta nascendo tra la Bielorussia. il Kazakistan e la Russia è ostile agli obiettivi dell’UE.

È tempo di mettere le cose in chiaro.

I critici dell’Unione Economica Eurasiatica sostengono che questa sia un tentativo di ripristinare l’Unione Sovietica e stabilire l’egemonia regionale.

In realtà, se c’è un modello che funge da ispirazione per l’integrazione economica euroasiatica, questo non è l’Unione Sovietica, ma la stessa Unione Europea. Il cammino verso l’integrazione che abbiamo seguito avrebbe potuto venire direttamente da un manuale: dall’unione doganale allo spazio economico comune e poi verso l’unione economica su larga scala. Il processo di creazione delle istituzioni sta avanzando rapidamente, ad un ritmo di gran lunga più veloce rispetto l’esperienza europea.

Tuttavia, questa non è una gara. I nostri vicini (la UE) hanno cominciato molto prima e sono andati oltre. Hanno raggiunto la fase successiva, l’unione monetaria, che noi non stiamo neppure discutendo. Hanno fatto passi avanti verso una più profonda unione politica. Per noi questa opzione non è ancora sul tavolo.

In questa fase, stiamo parlando solo di integrazione economica: la libera circolazione di beni, capitali, servizi e un mercato del lavoro unico. I controlli doganali alle frontiere interne sono stati rimossi, il commercio è in aumento, così come il numero di iniziative imprenditoriali transfrontaliere. L’armonizzazione delle norme tecniche è a buon punto.

Una delle questioni più delicate è stabilire quali devono essere le istituzioni sovranazionali che sono necessarie per far funzionare l’unione economica . La Commissione Economica Eurasiatica è ora altamente efficace a lavorare con le autorità nazionali. È vero, gli Stati membri si lamentano sempre di più delle decisioni della commissione. Ma questo è testimonianza del fatto che la commissione, guidata da tre ministri di ciascuno degli stati membri, è guidata dagli interessi dell’Unione nel suo complesso.

Tutti i paesi hanno il diritto di costruire tali alleanze, perché non la Russia e i suoi partner? Sarebbe imprudente per la Russia e gli altri paesi della regione eurasiatica trascurare il perseguimento di questo fine. I nostri paesi sono strettamente collegati, culturalmente oltre che economicamente. Il sindacato porta sia la stabilità e che la crescita economica. L’Armenia e il Kirghizistan sono già in trattative per l’adesione all’unione doganale.

Spetta ad ogni Stato sovrano decidere la propria linea di condotta. Tali scelte sono a volte difficili. Ma l’Unione economica eurasiatica sta rapidamente diventando realtà.
Un trattato sarà redatto entro maggio, così poi da essere pronto per la discussione e la ratifica negli Stati membri entro la fine dell’anno.

Dobbiamo ricordare che 40 anni fa l’Unione Sovietica era profondamente scettica riguardo l’integrazione europea occidentale, e ne ignorò le istituzioni. Che alcune persone in Europa stiano adesso ripetendo questi stessi errori sovietici?

Ciò che è importante è che i blocchi commerciali regionali non diventino “fortezze economiche” per proteggere i loro membri, la loro interconnessione è essenziale per promuovere la crescita globale. Naturalmente, questo non significa che le relazioni tra blocchi commerciali saranno esenti da controversie, tutelare i propri interessi economici è naturale per la Russia così come lo è per l’Unione Europea.

Tali controversie devono essere risolte sulla base dell’analisi economica. Troppo spesso — come nel caso dell’Ucraina — non lo sono. Una rottura economica con la Russia non sarebbe vantaggiosa per l’economia dell’Ucraina. Ma la risposta al nostro ragionamento economico che siamo costretti ad ascoltare sono i luoghi comuni radicati nella tradizione della Guerra Fredda. Forse è il momento di chiamare le cose col loro nome: il mercato ucraino ha semplicemente troppo fascino e la promessa della UE serve a cambiarne l’orientamento.

Tre anni fa a Berlino , il presidente Vladimir Putin ha proposto la costruzione di legami economici più stretti tra la UE e la Russia che — nel tempo — porterebbero a una zona di libero scambio “da Lisbona a Vladivostok”. I progressi in questa direzione sono stati molto limitati, ma oggi questa visione è ancora più rilevante di quanto non lo fosse allora.

È tempo di abbracciare il pragmatismo e lasciarsi il bagaglio ideologico alle spalle. La creazione di uno spazio economico comune deve ora essere la priorità per Mosca e Bruxelles. Accettare di farlo in occasione del vertice UE-Russia (oggi ndr)sarebbe il momento giusto per cominciare.”

Lo scrittore è il vice primo ministro della Russia

…..

Avete un Deja Vù?

È normale.

La retorica è la stessa, anche se stavolta il fatto che sia una sola nazione a voler “guidare” tutte le altre è molto più evidente per ovvi motivi. Qui si arriva addirittura a sognare una grande unione da Lisbona a Vladivostok, mentre la UE sta lavorando attivamente per costruire l’Unione Transatlantica con gli Stati Uniti. Non credo siano lontani i tempi in cui si arriverà a progettare il super-mega-sogno-galattico dell’Unione tra USA-UE-Russia (qualcuno già ne ha parlato in passato…), così come non sono lontani i tempi in cui i due imperialismi che vogliono lottizzare l’Europa torneranno a scontrarsi più duramente.

Le grandi nazioni hanno sempre tendenze imperialistiche, e gli imperi sono anti-democratici per natura. Sarebbe ora che le grandi nazioni la finiscano di volersi sempre creare uno spazio vitale, uno spazio che è talmente vitale da creare sopratutto squilibri macroeconomici e miseria, se non addirittura morte e distruzione.

La Storia insegna che lo “spazio vitale”, la stabilità e la pace si creano realizzando il benessere diffuso e la democrazia. Non servono imperi.

Postato da @FedericoNero

2 commenti su “ANCHE LA RUSSIA HA UN SOGNO

  1. Pingback: Zhayin

  2. Pingback: SOCHI, E L’ECONOMIA RUSSA NEL 2014 | Kappa Di Picche

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