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L’ITALIA SI VA DISFACENDO MESE DOPO MESE

Ambrose Evans-Pritchard scrive oggi un post-verità riguardo la situazione economica italiana nel suo blog sul The Telegraph, basandosi sui dati dell’ultimo report dell’ISTAT (e non è il solo). Osservando i principali indicatori della performance economica italiana (sottolineati di seguito), e il loro andamento nel tempo, siamo ancora convinti che la parola “ripresa” abbia ancora un senso? O è solo un’altra parola della crisi?

1

La notizia di oggi in Italia è che la disoccupazione ha iniziato finalmente a diminuire, passando dal 12.8% al 12.7% nel mese di dicembre.
Scavando più a fondo, la storia di ripresa si trasforma in polvere. Il numero degli occupati in Italia è diminuito di 424 mila nel corso dell’ultimo anno. Piangi Italia mia.
Come si può vedere dal grafico qui sotto (disponibile solo sul sito italiano di ISTAT), la caduta è stata implacabile. Non vi è alcun segno di stabilizzazione. Altre 25.000 unità sono uscite fuori dalla schiera degli occupati nel solo mese di dicembre.

2

Il tasso di occupazione complessivo è sceso a 55,3%, un livello incredibilmente basso. Il tasso [di occupazione] per gli uomini è sceso dell’1,6%  nel corso dell’ultimo anno.
La disoccupazione giovanile era al 41.6% nonostante una marea di emigrazione in Gran Bretagna, Germania, e più lontano. Si situa a livelli greci e spagnoli – sopra al 50% – a Napoli e in gran parte del Mezzogiorno.
La realtà brutale è che il capitale umano in Italia continua ancora a essere distrutto dalle politiche recessive dell’Unione Monetaria Europea. L’industria italiana continua tuttora ad essere svuotata. Gli effetti di isteresi dell’erosione delle competenze – e l’incapacità di attrarre una larga fetta della prossima generazione nel sistema economico in una fase cruciale della loro vita, quando sono più aperti alle nuove tecnologie – diminuirà il futuro tasso di crescita dell’Italia e causerà danni duraturi al dinamismo economico italiano.
La pretesa che le riforme economiche stiano lentamente rendendo l’Europa meridionale snella e in forma è ipocrisia ideologica. Come il mio collega Jeremy Warner ha scritto questa mattina, c’è ben poco di riforma (Grecia esclusa).
La politica è poco più di una rozza svalutazione interna ottenuta distruggendo la resistenza dei lavoratori al taglio dei salari attraverso la disoccupazione di massa. La moralità di tali gesta riceve straordinariamente poche attenzioni, anche se il commissario Ue László Andor sta conducendo una lotta coraggiosa e solitaria . Lungi dal risolvere alcunché, [queste misure] stanno spingendo l’Europa in un declino ancor più profondo.
Spiacente di dissentire, ma l’Italia non sta riprendendo affatto. E si va disfacendo di mese in mese – il suo rapporto debito/PIL va verso il 140% – e tutto questo perché la classe dirigente del paese non può scrollarsi di dosso il suo servile presupposto che un ritorno all’autonomia della politica monetaria sia impossibile.

Per coloro che condividono il mio gusto per “All’Italia” di Leopardi:

O patria mia, vedo le mura e gli archi
E le colonne e i simulacri e l’erme
Torri degli avi nostri,
Ma la gloria non vedo,
Non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi
I nostri padri antichi. Or fatta inerme,
Nuda la fronte e nudo il petto mostri.
Oimè quante ferite,
Che lividor, che sangue! oh qual ti veggio,
Formosissima donna! Io chiedo al cielo
E al mondo: dite dite;
Chi la ridusse a tale? E questo è peggio,
Che di catene ha carche ambe le braccia;
Sì che sparte le chiome e senza velo
Siede in terra negletta e sconsolata,
Nascondendo la faccia
Tra le ginocchia, e piange.
Piangi, che ben hai donde, Italia mia,
Le genti a vincer nata
E nella fausta sorte e nella ria.

Chi la ridusse a tale? Chi precisamente?

Postato da: @spud85

P.S.: se qualcuno non fosse d’accordo con la traduzione, è pregato di segnalare eventuali refusi. Ricordando che per il contributo esterno, come per quello degli autori del resto, la paga è questa.

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Questa voce è stata pubblicata il 31 gennaio 2014 da in Italia, Traduzioni con tag , , , , , , , .
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