Kappa Di Picche

“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

GREEK CRISIS: LA MORTE E LA LIBERTÀ

La storia recente della Grecia ruota intorno ai due temi citati nel titolo: la morte e la libertà.

La fuga avventurosa dalla prima e la ricerca spasmodica della seconda.

La morte e la libertà sono il motto e l’effigie della Grecia moderna, esaustivamente distillate e miscelate con maestria nel post seguente di Panagiotis Grigoriou, apparso sul suo blog Greek Crisis.

Ringraziamo Consuelo per la sua traduzione dal francese, che abbiamo accolto con piacere tra i collaboratori abituali di KappaDiPicche.

“Buona” lettura!

Greek Crisis Original Photo

La cosiddetta crisi spossa le nostre energie che non sono necessariamente rinnovabili. Altre energie si stanno affacciando, ovvero, l’ostinazione si miscela ad esempio alla disperazione. Lunedì 17 febbraio il Ministro della Salute(?) ha deciso di condurre a “morte improvvisa così come previsto,” i centri di informazione della previdenza sociale, in altre parole, tutti saranno chiusi contemporaneamente e il loro personale dovrà lasciare il posto. Per il ministro, lo ripetono dalle fila di estrema destra, “si tratta di un riavvio completo del sistema, che durerà circa un mese.”

In Attica, Febbraio 2014

Il nostro paese è già stato formattato e voilà … si riavvia … dopo la disinstallazione sembra giunto il momento per i nostri cani adespoti* di fare un bagno di sole e di… vita vera. Dal punto di vista dell’associazione dei medici, si sarà già capito, questa è una forma di privatizzazione del sistema tramite lo smantellamento, passando attraverso il metodo, già collaudato all’epoca, della chiusura brutale delle trasmissioni della tv pubblica ERT nel giugno 2013, vale a dire, è già successo. La nostra storia scorre velocemente e tutto ciò è voluto.

Allo stesso modo, gli operai metalmeccanici delle acciaierie Aspropyrgos del Pireo, vengono a sapere che saranno (il 95 % del personale) quasi tutti messi sotto “Regime di disponibilità”, eufemismo molto di moda questa volta per indicare chiaramente l’anticamera, anzi il purgatorio, della disoccupazione. Gli operai manifestanti avevano iniziato un lungo sciopero tra il 2011 e il 2012, e noi li avevamo anche incontrati durante le riprese del film documentario “Khaos”, è passata un’eternità. Da allora, il caos tarda a…sterzare dalla parte buona e ad Atene gli offesi del giorno potrebbero essere piuttosto i fantasmi dei vecchi scioperanti. In attesa… il sole.

Medici e personale davanti ad un centro di Previdenza Sociale. Atene, 17 febbraio

Davanti ad un altro centro. Atene, 17 febbraio

Manifestazione di operai metallurgici. Atene 17 febbraio

La stampa governativa, ad esempio il quotidiano il “Ta Nea”, usciva lunedì 17 febbraio, a partire dal sedicente supplemento speciale “regalo di Pasqua”, con la presentazione di un suo progetto ovvero delle schede informative sulla governance di Samaras. Povera propaganda. Questo stesso Antonio Samaras che si è appena recato sul Monte Athos per offrire così la sua immagine…devota da martellamento propagandistico come i viceprefetti degli anni ‘50. Tutti ne ridono credo e nell’indifferenza. Questa stessa indifferenza con la quale la popolazione ha accolto l’annuncio ufficiale dell’inizio della campagna elettorale per il partito della sinistra radicale.

I tempi cambiano e la politica ridiventerà interessante quando in un certo senso, una nuova “Politeia”, verrà ripristinata dall’alto e soprattutto dal basso. Da SYRIZA in poi (e non solo) tutti fanno finta di “fare politica” come prima.

Speciale regalo di Pasqua. “Ta Nea” del 17 febbraio

Ho incontrato questo week-end  il mio vecchio amico Panagiotis, vecchio militante, come si dice, di battaglie della sinistra, lui ha già lasciato SYRIZA da quasi un anno. Ritrovandosi con altri suoi amici… parcheggiati nel partito in attesa per così dire di “esercitare pressione dall’interno”, è molto amaro nei suoi discorsi e pertanto nessuno ha il coraggio di contraddirlo. “Infine, come si dice.. è il destino che prevale” ha dichiarato uno degli amici, senza aggiungere altro.

Antonio Samaras sul Mont e Athos. “To Pontki” del 17 febbraio

 

Ed è proprio per il destino che, noi altri, dopotutto dialoghiamo in modo del tutto nuovo, frequentiamo perfino le chiese, in modo da allontanarci dalle preoccupazioni…offshore e di marketing di Antonio Samaras e dei suoi. Così Domenica scorsa,16 febbraio, abbiamo partecipato a una Messa in memoria di Costas, un mio cugino che si è suicidato nel mese di gennaio. “Nessuno ci capisce, noi moriamo…in più, ci sono tutte queste nuove tasse, ho dovuto pagare i truffatori e i compari dei politici per arrivare fin qua. La nostra rabbia è immensa, un giorno… queste persone la pagheranno a caro prezzo”, ha detto Yannis amico di Costas dopo la Messa nella pausa caffè e commerciante (anche lui) in fallimento.

Messa in memoria di mio cugino Costas, 16 febbraio

Poi c’è Malamatenia, la madre di un altro amico, appena morta Martedì mattina (18 febbraio). Era anziana ma soprattutto era mal curata presso l’ospedale pubblico per mancanza di mezzi, tra i quali spicca la mancanza di igiene non più garantita dal personale medico e paramedico e totalmente insufficiente a mantenere un livello di controllo e di sorveglianza diciamo degni. E così, dopo avere indotto una crisi umanitaria su scala europea ed oltremisura europeista, le élite “greche”, quelle della Commissione di Bruxelles, così come le marionette che controllano i destini rischiosi della nuova sedicente “Grande Germania”, pensano, sull’esempio di Olli Rehn, come il nostro ex-paese “sia più suscettibile ad avere bisogno della Banca mondiale adesso e di come sia importante che la Banca mondiale si impegni per l’avvenire della Grecia”, (intervista accordata al quotidiano tedesco “Die Welt” del 17 febbraio).

Il campo di concentramento greco, l’europeismo e la Germania. Real-news, febbraio 2014

Memorandum eterno. Quotidiano “Eleftherotypia” dell’11 febbraio

Si comprende oramai questo passaggio…per ciò che ci riguarda siamo obbligati verso un’altra para-esistenza statale, sociale e politica. Questo è il nuovo modello pensato per la Grecia e fatte le debite proporzioni, per l’Irlanda, ad esempio. La Nuova povertà, o l’arte di vivere con 550€ al mese, spendendo 200 € per l’edilizia abitativa, 100 per il riscaldamento ed elettricità, 30€ di costi vari, come per l’acqua, 40€ per il telefono internet compreso, 100€ dedicati alla cosiddetta previdenza sociale e … 50€ per il cibo, da quì la recente competizione tra i partiti politici … (business tutto sommato succoso), su chi organizzerà la prima migliore zuppa popolare.

 

Poveri per sempre, secondo il modello irlandese, settimanale anti-mémorandum “To Khoni” del 16 febbraio

E’ questo del resto…il povero modello che SYRIZA ha già adottato senza dirlo troppo in giro. Gli analisti think tank del “Levy Economics Institute of Bard College” di New York e di SYRIZA da poco più di un anno, da quando l’Istituto è diventato consulente chiave (e ufficiale) della politica economica per il partito di Alexis Tsipras, propongono la messa in circolazione di una moneta interna e parallela all’euro ed allo stesso tempo, la “normalizzazione” degli stipendi mensili greci intorno ai 580€ al mese.

Un economista del Levy Institute mi aveva detto a margine di un simposio qualche mese fa che  “è però preferibile allineare gli stipendi sui 580€ per mese, piuttosto che lasciar diffondere la situazione attuale dove moltissimi greci lavorano talora come schiavi per meno di 300€ al mese”. Io non avevo risposto ma avevo capito tutto.

Assemblea popolare di quartiere contro i pignoramenti.” No al terrorismo del debito”. Atene, febbraio 2014

Teatro della chiesa del quartiere. Delusione, tristezza, Assenza, Solitudine e speranza. Atene, febbraio 2014

 

Aspettando i 580€, SYRIZA… più l’elettricità, in certi quartieri gli abitanti si organizzano in assemblee popolari per inventare, forse, un modo con il quale poter resistere di fronte ai pignoramenti immobiliari organizzati dal regime bancocrate che ha come scopo quello di sottrarre ai greci i loro beni immobiliari in modo da sottometterli in una maniera più… adeguata, al nuovo regime di  Neo-depauperati, probabilmente sotto … l’alto patronato della Banca Mondiale, perché no?

Libertà o Morte. Atene, febbraio 2014

Su un muro di Atene ho scoperto questo vecchio motto degli insorti greci del diciannovesimo secolo: soltanto “Libertà o Morte”, parzialmente cancellato e ciò rispecchia da sempre il motto nazionale della Grecia.
Strano paese già penetrato nel ventunesimo secolo contrariamente a molti altri paesi della cosiddetta Unione europea, la Grecia delle morti improvvise, dei partiti politici…offshore e delle battaglie di resistenza. Ad Atene è tuttavia già Primavera. Tra due funerali… si respira.

Animale Adespota*, Atene, febbraio 201

*Adespota = senza padrone, libero, anonimo

Traduzione da Greek Crisis a cura di: @ladydd69

Un commento su “GREEK CRISIS: LA MORTE E LA LIBERTÀ

  1. Pingback: GRECIA: L’ARTE DI VIVERE CON 550€ AL MESE | Informare per Resistere

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Questa voce è stata pubblicata il 10 marzo 2014 da in Grecia, Traduzioni con tag , , , , , , , .
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