Kappa Di Picche

“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

UNA GRECIA PER AMICO – IN ARRIVO IL DOCUMENTARIO CHE CE LO RICORDA

L’euro è il Cavallo di Troia del nostro tempo. La più nota metafora che la Grecia ci abbia regalato si adatta alla moneta unica in modo stupefacente: accolta tra le feste, portava in sé la rovina mentre i moniti sulla reale natura del dono rimanevano senza ascolto. Se la Grecia rappresenta il successo dell’euro, come dice Mario Monti nella frase che ha ispirato il titolo del documentario, vuol dire che l’euro è uno strumento di rovina.

Per mostrare il risultato, sono partiti in cinque alla volta di Atene. Viaggio in traghetto e permanenza low cost, due operatori televisivi ma tutti volontari. Parsimonia dovuta, avendo scelto di affidarsi ad una raccolta fondi online per coprire le spese vive. Non solo denaro: è arrivato anche sostegno organizzativo, creativo e morale. Da casa si traducono ore di interviste, permettendo al regista Matteo Nigro le scelte finali per i cinquanta minuti del video.

Sei giorni di riprese, incontrando chi poteva svolgere analisi e chi solo mettere a nudo la propria condizione. Inevitabilmente, immagini di sofferenza e di povertà, col rischio di rivisitare un topos narrativo a cui siamo assuefatti. Ma Il più grande successo dell’euro è la scelta di affiancare alla divulgazione economica di Alberto Bagnai tutto il realismo e l’impatto che il mezzo audiovisivo permette. E vuol dare un segnale vistoso e disturbante.

Cari italiani – è il messaggio – questi siamo noi tra cinque anni. Oggi in Grecia mancano le cure mediche, tra poco toccherà a noi: solo abbiamo ancora un po’ di ricchezza da bruciare prima che accada. E accadrà, se nessuno reagisce alle parole dei tanti Monti ancora in circolazione che indicano la via greca come risolutiva.

Cari italiani, siamo europei. Ogni uomo è un pezzo del continente e la campana suona per noi. Non ci domina un grecissimo Destino figlio di Caos e nemmeno la sua variante moderna: Predestinazione. Così europea, eppure è poco elegante ammetterne l’esistenza. La si accetta silenziosamente in società, perché in fondo mette un po’ di ordine. In realtà niente attinge al mistero, se descriviamo le condizioni sociali della Grecia, salvo la profonda dignità di ogni persona. Tutto attinge alla razionalità infausta della dirigenza europea in questo scorcio della storia.

Ai greci, come a noi, raccontano che hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità. Si tace dell’azzardo morale che ha permesso di piegare popoli interi; si tace dei mercanti poco amici del mercato, ai quali piace vincere la partita truccata dall’euro che li protegge dai rischi. Non spiegano perché alcuni vadano a mietere nel campo degli altri, incamerando patrimoni e imprese, infrastrutture e servizi, rovesciando diritto pubblico e privato. Sapevano che l’eurozona avrebbe portato a questo. Sanno che Nemesi arriverà anche per loro. Niente di apodittico, tutto è dimostrato; niente di populista, qui tutto è laico e corale.

Corale e commosso è stato l’applauso, lungo e in piedi, che al filmato estratto da Il più grande successo dell’euro hanno tributato le cinquecento persone dell’Antonianum a Roma e le migliaia in diretta streaming, raccolte da Asimmetrie al convegno internazionale del 12 aprile. Tra questi, un uomo dal nome simbolo, suo malgrado, di un’Europa poco amata: Frits Bolkestein. In piedi anche lui, ottantun’anni, la durezza del potere alle spalle, una mitezza imprevista negli occhi e la voglia di sorridere con chi lo incontra. “L’unione monetaria ha fallito, la UE invece di integrare ha disintegrato”, sono state le parole del Commissario al mercato interno al tempo di Prodi. One size fits none, afferma nelle sue memorie, anche lui ispirato dalla Grecia di Omero. A tutti noi, privi di particolari doti divinatorie, servono pazienza e volontà di comprendere. Oltre a Bagnai, nel documentario Panagiotis Grigoriou, Vladimiro Giacché e diversi testimoni sul posto fanno chiarezza. Per noi e per i greci che non sanno più dove posare uno sguardo ancora pieno di attesa. Non certo dei salvataggi che non ci salveranno da parte dell’Europa. Medico che non cura se stesso, Unione che non unisce, l’Europa celebra il turno di presidenza greca come auspicio di “prosperità” e “crescita”, vocaboli che aleggiano solitari negli spot. Antifrasi beffarde. Convergere: nella lingua dei Trattati è porgere la testa per il sacrificio inutile all’Olimpo vuoto dell’euro. Citazioni e parole antiche ci inseguono perché il continente tanto beneficiato dalla civiltà greca non ne riconosce più i doni. Europa cieca ma non profeta. Intelletto che non si adegua alla realtà. Ma Graecia capta eccetera: succederà di nuovo.

Intanto Il più grande successo dell’euro invita alla verità, ne è strumento. Confidiamo che ci trovi ancora dotati di anima e di civiltà, così nostre e così greche.

di @AndreaGuglieri

Un commento su “UNA GRECIA PER AMICO – IN ARRIVO IL DOCUMENTARIO CHE CE LO RICORDA

  1. Mauro Poggi
    14 aprile 2014

    L’ha ribloggato su Mauro Poggie ha commentato:
    Sul blog Kappa Di Picche, Andrea Guglieri scrive un sentito post sul coraggioso progetto portato avanti da un manipolo di amici dei gruppi “101 Dalmata ” e “LIRE”, per documentare “il più grande successo dell’Euro” evocato a suo tempo da Monti con riferimento alla Grecia.
    Il progetto, ormai in conclusione, si è finanziato tramite la raccolta fondi on line a cui in tanti hanno aderito con entusiasmo: chi volesse unirsi può cliccare sul banner in alto a destra; anche un minimo contributo sarà ben accetto.
    L’anteprima del documentario, presentata al convegno organizzato da A/simmetrie il 12 aprile a Roma, è visibile al link indicato nell’articolo.
    Buona lettura e buona visione.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 aprile 2014 da in Grecia, Video.
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