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LA BCE HA UN BAZOOKA DA UN TRILLIONE DI EURO CHE NON SA NEMMENO COME USARE

..è la Grecia, ma non è che in Italia manchino paesaggi simili

Via QuartzNel weekend si è discusso della possibilità che la Banca Centrale Europea stia preparando un nuovo round di stimoli per l’economia, che avranno l’obiettivo di tirare l’eurozona fuori dalla sua biascicante economia: una combinazione di crescita debole, inflazione calante e valore della moneta troppo forte sta causando forti mal di testa ai responsabili della politica. A tal fine, l’ultimo indicatore della salute dell’eurozona, il report sullo stato della produzione industriale, è frustrante e inconcludente.

La produzione industriale di febbraio ha superato le attese, ma i risultati riportati in precedenza (a gennaio) erano stati rivisti al ribasso. La manifattura in tutta l’area sta crescendo al 1.7% all’anno, un ritmo “buono ma non troppo”. Gli ultimi dati non sono abbastanza forti né per far accantonare alla BCE i suoi piani di misure di stimolo, né sono abbastanza deboli per innescarli immediatamente. Da quando l’ex segretario del tesoro statunitense Hank Paulson ha descritto la strategia di salvataggio economico dell’America come un bazooka finanziario, gli analisti si sono chiesti se l’Europa possa fare lo stesso. La BCE ha presentato un piano per bombardare l’eurozona con  un trillione di euro (1.000.000.000.000€) in denaro di nuova creazione, ma nessuno è sicuro che alla BCE siano davvero disposti a metterlo in pratica.

Gli ultimi dati sulla produzione manifatturiera indicano quanto siano ampiamente diverse le condizioni dei vari stati membri dell’eurozona.

La differenza tra i due membri principali dell’area euro, la Germania e la Francia, è particolarmente forte. Le fabbriche tedesche sono impegnate quasi quanto lo erano prima della crisi finanziaria, mentre quelli francesi ristagnano:

industrial-production-change-from-jan-2008-germany-france_chartbuilder
L’Italia e la Spagna sembra aver toccato il fondo,
ma il recente recupero — che ci sia davvero oppure no — non è molto entusiasmante.

industrial-production-change-from-jan-2008-spain-italy_chartbuilder
Non ci sono solo cattive notizie, ma i membri dell’eurozona che mostrano i maggiori profitti sono tra le nazioni più piccole — l’Estonia, per esempio. La Slovacchia, nel frattempo, ha cavalcato la ripresa dell’industria automobilistica della regione, che costituisce la gran parte della sua base industriale. L’attività manifatturiera in eintrambi questi paesi è ormai quasi il 10% sopra i livelli pre crisi: sono i risultati più notevoli tra i membri dell’area euro

industrial-production-change-from-jan-2008-slovakia-estonia_chartbuilder

 

..e poi ci sono i casi disperati.

La produzione industriale in Grecia e a Cipro è messa male con non lo è stata mai:

industrial-production-change-from-jan-2008-greece-cyprus_chartbuilder-1

 

Questi dati, rendono palese che il massiccio acquisto di bond greci della settimana scorsa è stato l’ennesimo confuso messaggio della BCE, una confusione di cui bisogna tenere conto. Gli investitori stanno spronando le attività più rischiose della zona euro come se il peggio della crisi fosse finito, ma questo potrebbe incoraggiare i governi per alleggerire le necessarie e impopolari riforme.

Tutto questo potrebbe rendere il lavoro della BCE ancora più difficile (cioè più costoso) se alla fine deciderà di agire con maggiore decisione per sostenere l’economia.

CHE FARE?

Come sempre, in un’unione di 18 paesi diversi non c’è mai una risposta facile.

(c’era una volta un tizio che voleva un numero di telefono unico per chiamare l’Europa. Se adesso un numero di telefono per chiamare l’Europa c’è, chi chiama sente solo un’enorme casino dall’altra parte della cornetta.. ndt)

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 15 aprile 2014 da in Francia, Germania, Grafici, Grecia, Italia, Spagna, Traduzioni con tag , .
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