Kappa Di Picche

“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

“FACCIAMO COME LA GERMANIA.”

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«Dobbiamo smetterla di parlare male della Germania, sul lavoro la Germania è un modello, non un nostro nemico», ha detto Matteo Renzi, assicurando che «alla fine dei mille giorni il diritto del lavoro sarà totalmente trasformato e l’Italia sarà un Paese semplice in cui investire».

Visto che ci viene proposto come modello vincente e a basso costo (Daje a ride!!!) andiamolo a vedere da vicino.

La Germania grazie alla riforma Hartz del mercato del lavoro varata tra il 2003 e il 2005, ha affrontato meglio degli altri Paesi la crisi economica. Già peccato che esattamente negli anni in cui veniva attuata questa straordinaria riforma abbia violato, e per tre volte consecutive , il Patto di stabilità superando abbondantemente il limite massimo del 3% nel suo deficit pubblico. Come ha riferito infatti l’Ufficio federale di statistica a Wiesbaden, il rapporto deficit-Pil è risultato del 3,9% nel 2004, dopo il 3,8% del 2003.
Indovinate un pò chi ha pagato?
Già. Come sempre

Hartz IV: Il cuore e l’orgoglio del welfare tedesco

Al centro del welfare tedesco c’è un sistema di sovvenzioni statali concesse ai disoccupati, affinché essi abbiano la possibilità di sopravvivere in Germania, malgrado la mancanza di lavoro: si tratta della Riforma Hartz IV. Praticamente sono delle sovvenzioni statali che sono state stanziate a deficit,essì la stessa Germania è bene ricordarlo, HA SFORATO AMPIAMENTE E PER ANNI IL RAPPORTO DEL 3% TRA DEFICIT E PIL. Inoltre il virtuoso Peter Hartz,ideatore della riforma, nel 2007 ha corrotto i sindacalisti Volkswagen ed evitato 10 anni di carcere.

Questa riforma ha prodotto si più lavoro, ma precario. Oggi la disoccupazione tedesca è ferma circa al 6,9%, su 42 milioni di lavoratori 5 hanno redditi basati sul mini-impiego, la Germania in questo modo ha truccato le carte dimezzando i disoccupati  teutonici in 10 anni. Notevole davvero.

Chi non ha un lavoro però, non solo deve dimostrare di essere costantemente alla ricerca attiva di un impiego, ma viene anche sollecitato con delle proposte assolutamente casuali, CHE NON PUÒ RIFIUTARE , altrimenti può essere soggetto a sanzioni, che possono tramutarsi nella totale sospensione dei contributi statali. Il sistema Hartz IV prevede accurati controlli, in quanto NON SI POSSONO AVERE ENTRATE DIFFERENTI DA QUANTO DISPOSTO. Per evitare che accada questo vengono effettuati rigidi controlli personali, sul patrimonio ,presso il domicilio, e sui conti correnti bancari per monitorare costantemente la situazione finanziaria e che il sussidiato abbia uno stile di vita coerente con quanto stabilito. Inoltre tutto questo simpatico meccanismo viene messo in moto per evitare che in molti se ne approfittino nonostante, visti i rigidi controlli, non sia assolutamente invitante…

Chi non ha voglia di lavorare, come già accennato, viene pesantemente sanzionato dal sistema del welfare tedesco, giungendo anche a perdere tra il 20% ed il 40% del sussidio.

Oggi in Germania più di sei milioni di persone percepiscono questo sussidio, per un totale di quasi tre milioni e mezzo di famiglie.
Per dovere di cronaca vale la pena ricordare che già c’è stato un precedente che non è stato esattamente tutto rose e fiori.

Sussidio di disoccupazione ed altri contributi previsti dal welfare tedesco:

Inizialmente chi perde il lavoro percepisce, come avviene anche in altri paesi europei, un sussidio di disoccupazione, per un periodo di tempo massimo di 12 mesi, pari a circa il 60% dell’ultimo stipendio netto ricevuto.

Dopo un anno senza lavoro scatta Hartz IV.

Il welfare tedesco prevede per un single un importo pari a 374 € mensili a cui vanno aggiunti circa 300 € per l’affitto (questo importo varia nei diversi Länder, ED È UTILE RICORDARE CHE STANNO SORGENDO DEI VERI E PROPRI GHETTI. INTERI QUARTIERI POPOLATI DA MINIJOBBERS, IMMIGRATI E ALTRI DISPERATI); una famiglia invece percepisce un contributo di 337 € per ogni adulto, 219 € per ogni bambino e 550 € per l’affitto.

Può anche succedere che una coppia, pur avendo un lavoro, non riesca a mantenere la famiglia ed anche in questo caso può entrare in campo il sistema Hartz IV per fornire sostegno a chi ne ha bisogno.

ORA, MI DITE DOVE RIUSCIRÀ MATTEO RENZI A TROVARE LE COPERTURE PER SEGUIRE IL MODELLO TEDESCO? La virtuosa Germania pur essendo la locomotiva d’Europa ha dovuto sforare più che ampiamente  quanto disposto dall’Unione Europea.
Quindi alla fine della fiera avremo sicuramente dei minijobs, ma sarà un qualcosa di così vergognoso che sogneremo quanto viene attualmente fatto in Germania, sicuramente non avremo coperture e ammortizzatori simili. Siamo onesti e guardiamo in faccia la realtà, nel migliore dei casi sarà una vergognosa brutta copia.

E va bene allora “FACCIAMO COME LA GERMANIA.” ,ma se non ricordo male ci abbiamo già provato una volta tanti anni fa e non è andata granché…

“La propaganda non deve dire la verità, specie quando é utile al nemico” Adolf Hitler

Postato da: @KappaRar

8 commenti su ““FACCIAMO COME LA GERMANIA.”

  1. Pingback: “FACCIAMO COME LA GERMANIA.” - Blog-VoxPopuli | Blog Economia | Blog Politica

  2. luca
    2 settembre 2014

    ma i minijobbers percepiscono il sussidio Hartz?

    • kappadipicche
      2 settembre 2014

      Sì, nel post ci sono dei passaggi in cui questo viene spiegato. Alcuni sussidi sono per tutti i minijobbers e si integrano al reddito (quindi: paga del minijob + sussidio = reddito), poi ci sono sussidi aggiuntivi in caso di figli a carico e altri situazioni. In caso non ci sia una totale indigenza invece, alcuni sussidi non vengono erogati (per esempio se sei proprietario di casa)

  3. Marco
    2 settembre 2014

    Bisognerebbe chiarire in che misura questo modello genera occupazione (in termini di equivalente full time) e in che misura invece esporta la disoccupazione all’estero.
    In particolare c’è da capire se il minijobber effettivamente svolge una mole di lavoro proporzionale allo stipendio nominale che riceve dai privati oppure se chi lo assume riesce a pretendere da lui un contributo di lavoro maggiore che di fatto paga lo stato con il sussidio. In questo caso infatti il meccanismo genererebbe una concorrenza sleale con i partner europei più o meno equivalente all’imposizione di dazi sulle merci estere.

    • kappadipicche
      3 settembre 2014

      Questo modello purtroppo genera precarietà. É stato un escamotage del governo tedesco per truccare la propria situazione occupazionale. Il ricorso alla KFW e il finanziamento di queste riforme a deficit non fanno che evidenziare il clima in cui é stata partorita questa riforma. Inoltre la invito a riflettere sul fatto che, una riforma del genere NON può essere atruata nel nostro paese per due ottimi motivi: 1) non ci sono le coperture per finanziare una “riforma” del genere. Inoltre siamo costretti a rispettare il vincolo del 3% per quanto riguarda deficit/PIL e abbiamo l’obbligo di portare il bilancio a pareggio. 2) questa riforma in Italia si tradurrà nel peggiore caporalato. Non saranno previsti contributi e meccanismi assistenziali (proprio come viene fatto in Germania).

      Non é la soluzione. Inoltre con la ben note criticità che caratterizzano il nostro paese, il danno sarebbe enorme.

  4. luigi
    2 settembre 2014

    Si ma forse Renzo vuole applicare solo i mini job ma niente sussidi o redditi minimi garantiti il che renderà ancora peggiore la cosa

  5. Bruno Mardegan
    29 settembre 2014

    Sforeremo anche noi come sforò la Germania. Ciò che importa, come ha rilevato Sacconi a cui si è accodato Renzi, è uscire dall’incubo di una disoccupazione giovanile che nel nostro Sud supera il 50%

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Questa voce è stata pubblicata il 1 settembre 2014 da in Uncategorized con tag , , .
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