Kappa Di Picche

“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

“NELLA VITA C’È ANCHE IL SUICIDIO…”

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Shockato e disgustato dal clamore mediatico generato dalla vicenda dell’orsa Daniza mi sono dedicato a fare un po’ di data-mining sui suicidi per la “crisi”. Visto che a quanto pare larga parte del paese sembra aver perso il lume della ragione ,per la seppur triste storia di un animale, sento il bisogno di provare a riportare l’attenzione sugli esseri umani

“Nella vita c’è anche il suicidio.”
Queste le parole di un triste, infelice e dimenticato Presidente del Consiglio italiano in risposta ad una giornalista greca su La7.
Una mancanza di umanità atroce, parole che una persone di comune buonsenso non avrebbe mai il coraggio di pronunciare in pubblico.
Eppure…

Un suicidio ogni 2 giorni e mezzo, secondo gli ultimi dati resi noti da Link Lab il laboratorio di ricerca Socio Economica dell’Università degli studi Link Campus University.

Tra le varie cause spicca la crisi economica, che colpisce i lavoratori licenziati ma anche gli imprenditori falliti, la disoccupazione e poi le crisi sentimentali: separazioni e divorzi che spesse volte sono la manifestazione peggiore del clima di crisi economica che si respira nel nostro paese.
Fatti che purtroppo toccano alcune persone nel corso della vita ma i più fragili non reggono lo stress e il dolore, e questo si traduce nel drammatico dato di 4.000 suicidi ogni anno in Italia, dato in continua crescita.
Sono le valutazioni del professor Maurizio Pompili, responsabile del servizio Prevenzione del Suicidio dell’ospedale Sant’Andrea di Roma, i dati sono allarmanti: nel mondo ogni anno si stimano un milione di morti per suicidio, un tasso di 14,5 ogni 100.000 abitanti, e in Italia negli ultimi 30 anni si registra un aumento continuo, con picchi a meta’ degli anni ’80 e a meta’ dei ’90. “La difficoltà nel registrare i dati in maniera precisa ed efficace spesso è dovuta al fatto che nella larga parte dei casi si riscontra l’accavallarsi di differenti problematiche che portano un individuo a compiere un gesto così estremo”
Tra il 2008 ed il 2010, segnala la CGIA di Mestre, i suicidi per motivi economici sono aumentati del 24,6%, mentre i tentativi di suicidio, sempre legati alle difficoltà economiche, sono cresciuti leggermente meno: + 20%. Purtroppo, segnalano dalla CGIA, i dati forniti dall’Istat non ci consentono di riconoscere la professione svolta da queste persone (ovvero, se fossero imprenditori, lavoratori dipendenti, pensionati, etc.). In termini assoluti, a fronte di 150 suicidi per ragioni economiche registrati nel 2008, nel 2010 i gesti estremi per motivi economici sono saliti a 187, mentre i tentativi di suicidio sono passati da 204 a 245.

Il rapporto mette in evidenza la connessione tra l’aumento dei suicidi e la crisi economica, con particolare riferimento alla crisi del lavoro. Nel 2009 le persone disoccupate che hanno scelto di togliersi la vita sono state 357, quasi una al giorno e il 37,3% in più rispetto al 2008. Si tratta, perlopiù, di persone “espulse” dal mercato del lavoro, cioè che prima lavoravano e in seguito hanno perso la propria occupazione. Persone per le quali la crisi economica si è trasformata in una gravissima crisi umana, fino alla scelta estrema del suicidio. Nella maggior parte dei casi parliamo di lavoratori rimasti a casa dopo i 40 anni, poco “appetibili” per un mercato che già fatica ad assorbire i giovani. Le persone in questa situazione in Italia sono circa 1.800.000. Mentre i cosiddetti “incollocabili” (i disoccupati over 50) sono 600.000, e per loro è ancora più difficile pensare di trovare una nuova occupazione.
A fornire questi dati è Atdal Over 40 , un’associazione che si occupa a livello nazionale della tutela dei diritti dei lavoratori sopra i 40 anni.
La maggior parte delle Vittime è rappresentata da imprenditori, seguiti dai disoccupati. L’età di maggiore incidenza va dai 45 ai 65 anni. Per lo più sono uomini. In queste persone agisce molto una depressione che non viene riconosciuta e nella quale piombano perché non riescono più ad affrontare l’indebitamento. L’aumento dei suicidi, da quando siamo entrati nella crisi economica, ormai dal 2008 (e dalla quale non si vede uscita), è dovuto anche a una generale perdita di speranza di poter ricominciare e di sfiducia nelle istituzioni.

Nei primi tre mesi del 2014 sono già 51 le persone che si sono tolte la vita per motivazioni economiche, rispetto ai 32 casi registrati nello stesso periodo lo scorso anno. Continua dunque a salire vertiginosamente il numero dei suicidi per ragioni economiche, una escalation iniziata nel 2013 quando, a fronte dei complessivi 149 casi registrati nell’intero anno (in notevole aumento rispetto agli 89 del 2012), le vittime di suicidio sono passate da 32 del primo trimestre a 44 nel secondo trimestre, scendendo a 27 nel terzo per poi salire nuovamente a 46 negli ultimi tre mesi dell’anno.
Il suicidio per ragioni economiche continua ad essere un fenomeno che interessa quasi esclusivamente l’universo maschile: delle 51 vittime registrate nel primo trimestre del 2014, infatti, 50 sono uomini.
Salgono così complessivamente a 289 i suicidi registrati in Italia per motivazioni economiche dall’inizio del 2012 a marzo del 2014.
Nei primi tre mesi del 2014 il numero più elevato di suicidi si registra a febbraio con 20 casi, seguito da marzo con 16 e gennaio infine che conta 15 vittime

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Nel primo trimestre del 2014 la fascia d’età maggiormente interessata è quella che va dai 55 ai 64 anni con un’incidenza percentuale pari al 29,4%. A seguire la classe di età 45-54 anni per la quale si registra il 23,5% dei suicidi riconducibili a motivazioni economiche e la fascia 35-44 anni in cui le vittime di suicidio rappresentano il 19,6% del totale. Preoccupante appare il numero dei suicidi legati a problematiche e difficoltà economiche tra i più giovani: quasi il 6% delle vittime ha infatti un’età compresa tra i 25 e i 34 anni mentre circa il 4% ha meno di 25 anni.

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Meritano una riflessione anche i dati sui tentativi di suicidio.
E’ triste ricordarlo ma spesso il primo tentativo non va a buon fine, questo purtroppo non basta a far desistere dal compiere l’insano gesto.

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Numeri,solo numeri.
La rasserenante depersonalizzazione statistica fornita dall’aritmetica.
Quello che non possono raccontare è affidato all’intelligenza, all’empatia e alla umana comprensione.
Per ogni vita spezzata c’è più di una famiglia distrutta.
C’è il pianto di bambini che cresceranno senza padre o senza madre.
C’è la disperazione di chi ha perso un figlio.
Il rimorso di chi crede di non aver saputo aiutare un amico.
C’è il non riuscire a capire e a darsi pace.
C’è la vergogna.
C’è il dolore psichico.
Ci sono della urla strazianti che ti rimangono nella testa, tormentandoti per anni…

“Non siamo scarti.”
Il filmato di 4 minuti, narra attraverso le parole e i volti di alcuni disoccupati cinquantenni le paure e le aspirazioni di migliaia di persone che lottano contro le difficoltà economiche dovute alla perdita del lavoro, ma anche contro l’umiliazione e lo scoraggiamento di sentirsi “inutili”, seppure ancora giovani, dopo una vita di impegno e dedizione alla professione.”esseri umani azzoppati al culmine della loro maturità esistenziale, quando l’esperienza si aggiunge all’energia e produce una miscela irripetibile di forza e affidabilità”. Per sottolineare come – ed è anche il senso del video – sia necessario un ripensamento dell’intera situazione economica per evitare da un lato lo sfruttamento del lavoro giovanile, in molti casi sottopagato e precario, dall’altro la perdita di competenze, serietà e passione di lavoratori maturi ma che certo possono ancora dare molto allo sviluppo del Paese.

Chiudo con una citazione che amo e che ho imparato a fare mia…

“Stop. Quello che avevo da dire l’ho detto. La RABBIA e l’ORGOGLIO me l’hanno ordinato. La coscienza pulita e l’età me l’hanno consentito. Ora basta. Punto e Basta.” Oriana Fallaci (1929 – 2006), giornalista e scrittrice italiana.

“Ma soltanto il silenzio dei suicidati

più duro di ogni macigno

soltanto la roccia di questo patto

giurato fra uomini liberi

che volontari si informarono

per dignità e non per odio

decisi a riscattare

la menzogna e l’oltraggio dei media.

A quella puntata, se ci vorrai invitare,

ai nostri posti ci ritroverai

morti e vivi collo stesso impegno

popolo serrato intorno al monumento

che si chiama

ora e sempre

RESISTENZA”

Alcuni dei troppi martiri per l’Euro.

Via Crisitaly

Fonti:
http://lab.unilink.it/files/2014/05/STUDIO-COMPLETO-Suicidi-crisi-1°-Trim.-2014.pdf

http://www.eures.it/upload/doc_1305878239.pdf

http://www.istat.it

http://www.crisitaly.org/

Postato da: @KappaRar

3 commenti su ““NELLA VITA C’È ANCHE IL SUICIDIO…”

  1. pianoinclinato
    12 settembre 2014

    L’ha ribloggato su CronacheDelMioSuicidioe ha commentato:
    “Sono le valutazioni del professor Maurizio Pompili, responsabile del servizio Prevenzione del Suicidio dell’ospedale Sant’Andrea di Roma, i dati sono allarmanti: nel mondo ogni anno si stimano un milione di morti per suicidio, un tasso di 14,5 ogni 100.000 abitanti, e in Italia negli ultimi 30 anni si registra un aumento continuo, con picchi a meta’ degli anni ’80 e a meta’ dei ’90. “La difficoltà nel registrare i dati in maniera precisa ed efficace spesso è dovuta al fatto che nella larga parte dei casi si riscontra l’accavallarsi di differenti problematiche che portano un individuo a compiere un gesto così estremo”
    Tra il 2008 ed il 2010, segnala la CGIA di Mestre, i suicidi per motivi economici sono aumentati del 24,6%, mentre i tentativi di suicidio, sempre legati alle difficoltà economiche, sono cresciuti leggermente meno: + 20%. Purtroppo, segnalano dalla CGIA, i dati forniti dall’Istat non ci consentono di riconoscere la professione svolta da queste persone (ovvero, se fossero imprenditori, lavoratori dipendenti, pensionati, etc.). In termini assoluti, a fronte di 150 suicidi per ragioni economiche registrati nel 2008, nel 2010 i gesti estremi per motivi economici sono saliti a 187, mentre i tentativi di suicidio sono passati da 204 a 245.”

  2. Pausilypon
    13 settembre 2014

    Il voler contrapporre la barbara e assurda uccisione dell’orsa con le disgrazie che toccano agli umani, sottintendendo l’esistenza di una scala di priorità etica, se lo lasci dire, è sintomo quanto meno di superficialità. Sulla stessa falsariga, a mò di esempio, non sarebbe il caso neppure di mostrare esecrazione per lo scippo ai danni della vecchietta, tenuto conto che c’è chi, nel frattempo, affonda coi barconi in mezzo al canale di Sicilia.
    Non si avventuri incautamente su questioni che, come può intuire, sono assai più complesse del modo semplicistico e supponente con cui le ha implicitamente approcciate. Anzi, riflettendoci un po’, potrebbe addirittura addivenire alla conclusione opposta che, paradossalmente, tutto si tiene: animali ed esseri umani si possono salvare solo restando insieme, come nella mitica arca…
    Detto ciò, il post è molto interessante: complimenti.

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Questa voce è stata pubblicata il 12 settembre 2014 da in Austerità, Essi Dicono, Italia con tag , , .
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