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SUMMERS: PERCHÉ GLI INVESTIMENTI PUBBLICI SONO UN “PASTO GRATIS”

Larry Summers

Larry Summers

Forniamo qui di seguito la traduzione di un articolo a firma di Larry Summers pubblicato oggi sul Financial Times. Il pezzo è interessante perché contiene dati significativi sul cambiamento di rotta operato ultimamente dalle elites economiche americane. Lo stesso Summers, attivo protagonista durante la seconda stagione della deregulation finanziaria sotto le amministrazioni Clinton, in questo testo si fa messaggero delle informazioni contenute nell’ultima pubblica del Fondo Monetario Internazionale World Economic Outlook e nel quale viene suggerito ai paesi industrializzati di tornare a promuovere politiche macroeconomiche basate sul deficit spending e il finanziamento di opere pubbliche.

Per chi ha seguito il dibattito sulla necessità di adottare politiche di liquidazione del debito non risulterà strano che negli Stati Uniti, attualmente uno dei paesi più indebitati a livello internazionale, si stiano sempre più diffondendo proposte che hanno quale obiettivo quello di abbassare notevolmente i livelli di debito pubblico/PIL anche e soprattutto attraverso la leva fiscale e l’impiego di ingenti risorse finanziare pubbliche.

 

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Perché gli investimenti pubblici sono un “pasto gratis”

Di Lawrence Summers, ex Segretario di Stato americano e Professore all’Università di Harvard

 

Si è scherzato sul fatto che l’acronimo dell’IMF [FMI] sia “It’s Mostly Fiscal” [“è per lo più fiscale”]. Il Fondo Monetario Internazionale è stato per molto tempo fiero sostenitore dell’austerità quale via d’uscita dalla crisi, e ogni anno fustiga decine di paesi per la loro mancanza di disciplina fiscale. Il consolidamento fiscale – un eufemismo per tagli alla spesa pubblica – è un marchio di fabbrica dei programmi di salvataggio del Fondo. Un anno fa il FMI stava consigliando che gli USA avessero un deficit pubblico pari al 10% del PIL.

Tutto ciò rende la recente pubblicazione “World Economic Outlook” del FMI un importante ed eccezionale documento. Nella sua pubblicazione principale, l’FMI domanda sostanzialmente un aumento degli investimenti nelle opere pubbliche, non solo negli USA ma anche nel resto del mondo. Afferma inoltre che quando la disoccupazione è alta, come lo è in gran parte dei paesi industrializzati, l’impatto sarebbe più forte se la gran parte degli investimenti venisse finanziata a debito, piuttosto che attraverso tagli alla spesa o aumento della pressione fiscale. Più specificamente, l’FMI afferma che investimenti in opere pubbliche adeguatamente pianificati ridurranno piuttosto che aumentare il peso del debito pubblico. Gli investimenti pubblici possono ripagarsi da soli.

Perché il FMI ha raggiunto queste conclusioni? Si consideri un ipotetico investimento in una nuova autostrada finanziata interamente a debito. Si assuma – a livello controfattuale ed in maniera  prudente – che il processo di costruzione dell’autostrada non produca alcun beneficio. Inoltre, si assuma che l’investimento frutti solamente il 6%, anche questa una premessa decisamente prudente viste le stime comunemente accettate sui benefici degli investimenti pubblici. In più, la raccolta fiscale al netto dell’inflazione aumenterebbe dell’1,5% dell’importo investito, considerato che il governo riceve circa il 25% di ogni dollaro aggiuntivo di reddito prodotto. I tassi di interesse reali, vale a dire i tassi di interessi meno l’inflazione, sono sotto all’1% negli USA ed in molti dei paesi industrializzati su un orizzonte temporale pari a 30 anni. Perciò investimenti in opere pubbliche possono permettere di ridurre il carico del debito sulle generazioni future.

Infatti, questo calcolo minimizza l’impatto benefico sui conti pubblici di un investimento in opere pubbliche ben pianificato, come riconosce l’FMI. Trascura gli introiti fiscali che provengono dai benefici derivanti dall’occupare le persone per costruire le opere pubbliche, così come i benefici sul lungo termine che possono provenire dalla sconfitta del rischio di recessione. Trascura la realtà per la quale procrastinare il rinnovo delle infrastrutture pubbliche pone un peso sulle future generazioni uguale al debito pubblico.

Ignora il fatto che aumentando le risorse dell’economia, gli investimenti in opere pubbliche aumentano l’abilità di gestire ogni livello di debito. Gravemente, non si tiene conto del fatto che in molti casi il governo può catalizzare un dollaro in investimenti pubblici ad un costo di gran lunga inferiore a un dollaro per mezzo di conferimento di capitali, un’agevolazione fiscale o una garanzia sul prestito.

Quando prende in considerazione questi valori, il FMI rileva che un dollaro di investimento pubblico produce un aumento della produttività vicino ai 3 dollari. L’aritmetica di bilancio associata agli investimenti in opere pubbliche è decisamente allettante quando ci sono abbastanza risorse inutilizzate tali che i maggiori investimenti in  opere pubbliche non vanno a discapito di altre spese. Se stiamo entrando in un periodo di stagnazione secolare, risorse disoccupate potrebbero essere disponibili in gran parte del mondo industrializzato per un buon periodo di tempo.

Mentre l’esempio sugli investimenti si applica quasi ovunque– ad eccezione forse della Cina, dove gli investimenti in opere pubbliche sono stati usati come stimolo per un certo tempo – la strategia appropriata per fare di più varia in giro per il mondo.

Gli USA hanno bisogno di una definizione del budget per le opere pubbliche che tenga conto sia benefici sia dei costi. I progetti dovrebbero essere approvati con una certa velocità. Il governo può contribuire a ciò supportando gli investimenti privati in settori quali le telecomunicazioni e l’energia.

L’Europa ha bisogno di meccanismi che esentino i progetti autofinanziati in opere pubbliche dal rispetto dei vincoli esistenti sul deficit pubblico. Ciò potrebbe essere possibile mediante un’espansione della Banca degli Investimenti Europea o mediante maggior uso di concetti di capitalizzazione del budget nell’applicazione delle analisi fiscali.

I mercati emergenti devono essere certi che tali progetti siano scelti in maniera ragionevole e basata sul beneficio economico.

L’elemento cruciale è il riconoscimento che, in tempi di recessione economica e investimenti pubblici inadeguati, per una volta può esserci un “pasto gratis” – una strada a disposizione dei governi per rafforzare l’economia e la propria posizione finanziaria. L’FMI, un bastione dell’ “amore vero” per l’austerità, è giunto a questa importante conclusione. I paesi con la saggezza di seguire il suo consiglio ne beneficeranno.

Postato da: @arthasastra85

Un commento su “SUMMERS: PERCHÉ GLI INVESTIMENTI PUBBLICI SONO UN “PASTO GRATIS”

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Questa voce è stata pubblicata il 7 ottobre 2014 da in Traduzioni con tag , , , , , , , , , .
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