Kappa Di Picche

“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

RECENSIONE: THE GREAT EUROPEAN DISASTER (2014)

Dopo “Girlfriend in a Coma”, Annalisa Piras e Bill Emmott accendono il dibattito sull’Europa con un altro inedito documentario. La giornalista de L’Espresso e del The Guardian e l’ex direttore dell’Economist mettono nel mirino le rabbiose proteste nazionaliste che stanno minando la sopravvivenza dell’unione e ipotizzano scenari inquietanti e apocalittici per il futuro.

Un documentario che MISCELANDO FICTION, interviste esclusive, immagini di archivio e il conforto dei dati restituisce il quadro esatto (?) della situazione attuale del Vecchio Continente.

Propaganda in 1a visione TV
Con nessuna sorpresa assistiamo alla pacchiana operazione di propaganda pro-UE condotta, con scarso successo di pubblico, sia dalla BBC sia da Sky Italia.
Il docufake The great European disaster movie (docufiction sarebbe un termine erroneo, poco atto a descrivere l’operazione mistificatoria e terrorista di Bill Emmott e Annalisa Piras) ha una regia piuttosto piatta ed una struttura piena di incongruenze, e con la realtà fattuale, e internamente.

Di seguito ci premuriamo di riportarne le principali imprecisioni, tra risate isteriche e preoccupazione sincera per il livello di informazione a cui ci sottopongono due grandi network continentali,

Iniziamo con l’inquadramento del prodotto: the great European disaster non può certo essere annoverato tra quelle opere volte a stimolare il dibattito. La narrazione prima e i personaggi intervistati poi rendono chiaro anche al più sprovveduto dei fruitori che il docufake è nient’altro che un esercizio – per giunta di bassa qualità – di propaganda a favore dell’unione europea.

Le reazioni in Inghilterra sono state molto dure: tra le piu interessanti troviamo quella di Toby Young e di Daniel Hannan. In Italia, inaspettatamente (DAR), le review de il Fatto e de Il Sole sono state molto meno critiche.
Per il vostro diletto e la nostra sofferenza, incuranti del dolore già causatoci da Girlfriend in a coma, ci siamo premurati di visionare la seconda opera prima della Piras, analizzandone i dettagli, evidenziandone i tratti più ridicoli e smontando facilmente la retorica europeista totalmente avulsa dalla realtà fattuale in esso presentata.
Il docufake è ambientato nella fusoliera di un aereo di linea, qualche decennio in là nel futuro.

La trama è costruita sulla supposta difficoltà dei protagonisti, tra cui spicca Jane, una preadolescente italiana, di viaggiare all’estero in contumacia UE.

Tal fatto desta subito le prime risate non solo nei padri, ma anche nei figli: la mia prima entrecôte la mangiai nel 1992 in Francia. A 7 anni non ricordo particolari traumi nel salire su un aereo Roma-Parigi in assenza dell’euro (avevo già studiato le tabelline), dell’UE o di Schengen.
Il docufake è infatti giocato sulla confusione tra i concetti di Comunità Economica Europea, mercato unico europeo, Unione Europea, euro zona e Europa. Tale confusione genera – per ignoranza o per dolo – quelle lievi distonie a cui i cantori dell’europeismo senza se e senza ma ci hanno oramai abituato.

Ringraziando dio questo lavoro è stato ampiamente blastato in Inghilterra
ATTENZIONE! CONTIENE SPOILER E IMMAGINI DELL’OPERA. PROSEGUENDO NELLA LETTURA SI ACCETTA DI CONOSCERE PARTE DELLA TRAMA

Il film apre a bordo di un aereo di linea, il comandante informa che i passeggeri di questo metaforico volo chiamato Europa potrebbero incontrare una leggera turbolenza. Le riprese sono sobbalzanti, i colori della fotografia scuri. Inquietudine.

«L’Aeroporto di Berlino ha qualche problema con la fornitura di energia»

Siamo al primo minuto del “documentario. Ne mancano 90. Primo piano sul volto di un anziano preoccupato, bambina che sorride. Il comandante annuncia il duty free a bordo

“Tutte le nuove valute saranno ben accette ad eccezione delle nuove dracme greche e delle pesatas spagnole”

..ahah. L’aereo ha uno scossone.
Scambio di battute tra la bambina e il vecchio.
Bambina: «Che cos’è l’Unione Europea?»
Vecchio:  …. (sospiro e silenzio)
Parte una musichetta per alzare la tensione.
2Minuti e 23Secondi.
Filmati di archivio della fine 2à guerra mondiale, rovine e disperazione.
Ricostruzione.
La bandiera Europea che sorge dalle ceneri.

ESPLOSIONE.

«2013 Ultime notizie dall’Ucraina, ci è stato comunicato che il governo di Kiev ha lanciato missili balistici sui Ribelli»
Seguono immagini di Euro Maidan.
(Dei nazisti ucraini, del massacro di Odessa non vi è traccia)
Partono i titoli iniziali, parla una voce fuori campo:

«2017 Il primo ministro della grande Inghilterra Nigel Farage ha annunciato la riuscita deportazione di tutti gli immigrati arrivati in Inghilterra negli ultimi 10 anni»

«Il nuovo presidente Francese Marine le Pen ha dichiarato lo stato di EMERGENZA»

«2018 Alexis Tsipras: La Grecia ha estinto unilateralmente il debito pubblico»

Siamo a 3 minuti e 49 secondi.
Il ritmo è incalzante e ansiogeno, le immagini di repertorio montate e doppiate ad arte da voci conosciute nel mondo del doppiaggio italiano.

La voce fuori campo prosegue…

«2019 Dopo aver chiuso l’accesso allo stretto di Gibilterra, la Spagna è accusata di avere intenti bellici»

«2020 Ultime notizie dal consiglio d’emergenza. L’Euro è stato abolito»

«TUMULTI E SACCHEGGI. DOPO GLI SPARI SUI MANIFESTANTI A ROMA, IN TUTTA EUROPA SI STANNO INTENSIFICANDO SOMMOSSE, RIVOLTE E DISORDINI CIVILI»

Scorrono immagini di risse e rivolte, molotov. Probabilmente repertorio Ucraina.

«2021 La presidente dell’Unione Europea Angela Merkel si è dimessa»

«Scontri a Vienna, l’avanzata dello stato islamico è inarrestabile”, seguono immagini di combattimenti ISIS»

4 minuti e 36 secondi.
Il montaggio è coinvolgente, la narrazione degli eventi assurda e fantapolitica.
Tuttavia la potenza delle immagini, le luci, il montaggio, la musica di sottofondo inducono un leggero stato di ansia. Sensazione di catastrofe imminente. PAURA.

Bandiere deall UE bruciate,miseria e povertà.
Voce fuori campo:

«E’ FINITA: Il consiglio ha votato per l’abolizione dell’Unione Europea»

Questa solo l’introduzione. 4 minuti e 51 secondi.
Bandiera europea che si ammaina. Musica triste e ansiogena

Comincia la parte “documentaristica” a parlare è Geert Mark autore di “In Europa” inquietante il sottotitolo Tedesco-Europeo
Martin Wolf, co-direttore Financial Times Britannico-Europeo

«Questa è una crisi delle istituzioni europee più che economica»

BEATI VOI!

Bill Emmott ex editore The Economist Britannico-Europeo:
«noi europei siamo come sonnambuli che avanzano verso il disastro, esattamente come dopo la prima guerra mondiale. Stiamo trascinando il mondo nel baratro assieme a noi.»

Tra un’intervista e l’altra montaggio metereologico di pioggia e nuvole. Torniamo a bordo dell’aereo, il vecchio parla con la bambina e le mostra una banconata da 500€ ormai da museo e roba da archeologi. L’aereo continua ad attraversare la turbolenza. Spiegazione sui ponti raffigurati su molte delle banconote. Rappresentano l’unione tra i popoli.

«Era una grande idea, non ha funzionato. Tutt’altro»

Veloce riepilogo della drammatica situazione spagnola e relativa bolla immobiliare.
Introduzione di Podemos. Vengono decantati i successi (quali?) di Syriza in Grecia e Podemos in Spagna.
(Visto quanto sta accadendo in Grecia direi che c’è molta confusione in materia!)
Con tutti i personaggi disponibili per questo documentario si lascia spiegare la crisi europea ad un Architetto Spagnolo (catalano). Bah…vabbè…

«Il welfare europeo è uno dei più avanzati al mondo, ma lo stiamo perdendo. Lo minaccia la diseguaglianza che a sua volta minaccia l’economia.»

Bill Emmott ex editore The Economist Britannico-Europeo

Poteva mancare il prezioso contributo di Thomas Piketty? E infatti… che minimizza debiti pubblici e privati. L’evasione europea è stimata in 1000 miliardi di Euro (Il pil italiano è circa 2000 miliardi)

Torniamo a bordo dell’aereo.
Il vecchio spiega alla bambina (di circa 10 anni) che la colpa del crollo dell’UE è dovuta alle banche, che non sono state adeguatamente riformate dalle istituzioni europee (ahahahhahahahah!!!!)
La perla! Sorprendentemente alle grandi istituzioni finanziari non interessa la bontà del progetto europeo #GAC!

«LE BANCHE VANNO RIPULITE, CONTROLLATE E PRIVATE DEL POTERE POLITICO»

(In tutta Europa? AUGURI!)
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Philippe Legrain: «I politici europei hanno difeso gli interessi delle potenti banche tedesche e francesi che hanno causato la crisi ignorando le esigenze dei cittadini»
(Che strano eh? Si scopre nel 2015 che una banca non è un ente caritatevole…)

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Nota. La grafica del Bailout Europeo viene introdotta con tanto di musica celestiale.
ECCOLO! IL WHATEVER IT TAKES DI DRAGHI!!! E relativi Ltro(s)

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25 minuti parla imprenditore tedesco di tutti i grandi vantaggi e benefici che l’economia tedesca ha avuto dall’ingresso nell’EURO.
E #GAC! ci entrerà mica il tasso di cambio che DI FATTO è risultato essere una svalutazione competitiva nei confronti della GERMANIA?
Dove esporta la Germania?

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«Chi avrebbe firmato 30-40 anni fa sapendo che l’Europa avrebbe dovuto affrontare 15-20 anni di profonda crisi?»

Martin Wolf. (Beh, complimenti.)

«Prima del 2020 è altamente improbabile parlare di ripresa in Italia»

Dopo un inizio decisamente disastroso il documentario prende quota e si cominciano ad affrontare, seppure in maniera decisamente insufficiente, tematiche serie e degne di nota (sempre in maniera partigiana e assolutamente scarsa).

Torniamo sull’aereo. Parla il comandante, il quale annuncia che nel mondo post-euro non sarà possibile atterrare a Berlino perché a causa della crisi energetica tedesca l’aeroporto è al buio.
(Roba che manco Godzilla.)
L’aereo viene dirottato su Amsterdam, il comandante esorta ad aggiornare i propri documenti virtuali (a causa delle restrittive politiche migratorie olandesi?)

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COLPO DI SCENA!
La bambina che parla con il vecchio del fallimento dell’Europa è italiana (JANE!)

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e nell’aggiornare la propria carta d’identita virtuale si scopre che gli viene negato il visto perché la mamma è povera!

(I BAMBINI! NESSUNO PENSA AI BAMBINI????)

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MINUTO 33:17 dopo aver decantato il welfare svedese, accessibile a tutti senza distinzioni sulle origini il vecchio dice:

«gli svedesi capivano che gli immigrati sono una RISORSA per un paese che invecchia. GLI IMMIGRATI AVREBBERO ABBASSATO I COSTI DEL WELFARE A LUNGO TERMINE, ma la gente ragionava solo nel breve periodo»

(L’esercito industriale di riserva di Marx e l’imbastardimento del popolo europeo. Io non avrei problemi a fare 4-5 figli se le condizioni economiche me lo consentissero, ma evidentemente un immigrato proveniente da un paese estremamente povero e con diritti civili prossimi allo zero è sicuramente meglio disposto a farsi comprimere diritti, ma soprattuto salario.)

«E cosi il sistema del welfare è FALLITO perchè non c’erano abbastanza lavoratori (stranieri) a sostenerlo. Furbi eh?»

MINUTO 34.00

Ora siamo in Svezia, dove si incentra l’attenzione in merito alla recente ascesa dei democratici svedesi (diversi dai nostri che sono contrari a immigrazione). Siamo all’esaltazione del meticciato europeo.

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Spotify come esempio di integrazione europea.

Torniamo sull’aereo, il comandante non può atterrare ad Amsterdam a causa di una alluvione (riferimento all’Europa che ci protegge dai cambiamenti climatici?) ed è costretto a deviare il volo su Parigi. Il comandante annuncia:

«I PASSEGGERI CON PASSAPORTO TEDESCO NON POTRANNO SCENDERE DALL’AEREO»

Dopo questa dichiarazione, cominciano i tafferugli a bordo.

Continua la surreale conversazione tra la bambina e il vecchio, il quale mostra un PASSAPORTO EUROPEO, grazie al quale 500milioni di persone potevano viaggiare ovunque.
Parte il pistolotto contro l’Ukip, non è un caso che ad essere intervista sia una signora molto avanti con l’età. Il messaggio è sottile no? Nostalgia dei vecchi tempi, avallata dal materiale di reportorio.

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Il documentario prosegue ed è una piacevole conferma della mia foto profilo. La miopia e le briglie europee stanno tirando fuori dalla tomba i vecchi ultranazionalismi. Del resto è la risposta giusta e umanamente comprensibile ad una domanda e ad una problematica VOLUTAMENTE sbagliata. (provate a spiegare la politica monetaria della Bce ad un minatore inglese
disoccupato…). Prosegue il pistolotto sugli immigrati che ci pagheranno la pensione e sulla libera circolazione all’interno dell’EUropa. Volutamente vengono omesse tante altre notizie che vanno in LEGGERA controtendenza. L’importanza del mercato unico europeo ed il presunto leverage commerciale che avremmo stando tutti insieme blablabla…

Nel frattempo l’aereo è al centro di una violenta turbolenza.
In mezzo a tutto questo macello il vecchio apre la sua borsa e cosa tira fuori? LA BARBA DI CONCHITA WURST!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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«E’ stata la mia eroina nel 2014»

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La bambina prende la barba-feticcio e se la mette in faccia.

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e il protagonista:

«UHM, TI DONA! 95.000.000 DI PERSONE HANNO VISTO VINCERE CONCHITA WURST»

Segue il successo del fronte euroscettico e astensione alle ultime europee…

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Ovviamente come si potrebbe ovviare a questo fastidioso fenomeno visto che a quanto pare i giovani europei non sembrano troppo interessati alla vita politica di questo fantastico continente?

IL VOTO ELETTRONICO!

Il senso di appartenenza a questa europa attraverso il voto elettronico… Oppure attraverso la possibilità di modificare i risultati delle elezioni ad cazzum?

«Così potranno votare da smartphone e tablet senza muoversi da casa!»

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(Qualcosa non quadra vero? Avvertite anche voi uno spiacevole disagio? BENE!)

Breve digressione sui modelli democratici europei e sulla validità degli esponenti scelti a rappresentarci in Europa torniamo sull’aereo.

E’ allarme rosso, la bambina piange e c’è il panico a bordo, paura.

«La paura ti fa capire ciò che conta di più nella vita…” e cosa è davvero importante quando stai per morire?»

Parenti? No ; Amici? No ; Amore? No…

La cosa più importante a cui pensi quando stai per morire è….

IL NOBEL PER LA PACE ALL’EUROPA!!!!

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MAVVAFFANCULO!!!!

«Perché si sono dimenticati (cioè noi ci siamo dimenticati) che prima l’Europa è stata decimata da lunghe guerre estenuanti, 50.000.000 di persone sono morte in guerra. Ed hanno ricevuto medaglie al valore…O CROCI DI FERRO TEDESCHE»

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Si prosegue sventolando lo spauracchio della guerra (a tale proposito non è bene approfondire la vicenda Ucraina vero?)

Libia, Egitto, Siria, Iraq, Ucraina, Caucaso.

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la minaccia è velata…

Torniamo a bordo dell’aereo. Ormai è il panico. Pianti, urla, grida.

Tutti contro tutti.

«Solo pochi europei hanno capito che l’unione li avrebbe salvati da loro stessi»

PANICO, rissa a bordo e tentativo di raggiungere la cabina di comando,

Dopo 1h e 17 minuti, il conflitto serbo croato (che poi è un lieve autogol no? Non è cercando di volere tenere uniti popoli che è successo quanto consegnato alla storia? OVVIAMENTE la colpa è del nazionalismo. Bah…) Musica straziante e gli scatti di

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Meglio non approfondire le tristi vicende dei Balcani vero?

No. è il nazionalismo che fa impazzire la gente.

Questo rende giustificabile quanto accaduto in ucraina no?

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«È paradossale che il sogno dell’europa lo senti molto di più in un africano che affronta il Mediterraneo per arrivarci o nei popoli che sono fuori dall’Europa»

(Paolo Rumiz) Giornalista italiano. No, non è paradossale…

Torniamo a bordo dell’aereo. Ormai il panico dilaga, l’aereo si sta per schiantare e il vecchio tira fuori un paracadute dal suo bagaglio a mano e lo porge alla bambina…

Finisce così, ridicolo come era cominciato.

Guardando questo film la sensazione che ho avuto è che tutto sia pensato per prendere in giro i critici più duri dell’Unione Europea e di accarezzare le convinzioni più consolidate di chi nel sogno della grande unione politica europea, ma devono essere sognatori proprio deficienti altrimenti non credo che possano sorbirsi 90 minuti di questa roba senza andarsene o cambiare canale. Non credo che questo film sarà in grado di convincere qualcuno della bontà del progetto europeo, io stesso ho dovuto impormi di continuare a guardare quello che dopo 20 minuti era già diventata una cosa estremamente noiosa che non offre un pathos degno del trailer (molto più riuscito). La propaganda ha offerto prodotti migliori, anche per incazzarsi.

IN CONCLUSIONE:

L’opera manca completamente di un qualsiasi fondamento scientifico a sostegno di quanto espresso,ad eccezione della comparsata di Thomas Piketty non c’è traccia di un addetto ai lavori (eppure non mancano,anzi c’è un grande eccesso dal lato dell’offerta) Semplicemente non si capisce bene e sulla base di cosa, dovrebbe avvenire questo ipotetico e campato per aria Armageddon europeo.

Sono solo opinioni e supposizioni che lasciano il tempo che trovano, una celebrazione dei valori europei svolta in maniera assolutamente partigiana.

E’ pura propaganda per il popolino, argomenti che in un dibattito serio e con un fact-checking degno di questo nome non durerebbero 10 minuti.

Un insieme di luoghi comuni, che non possono far altro che sorridere chiunque segua il dibattito in materia.

Non si capisce neanche bene quale sia il senso provocatorio di questa opera, come espresso dalla regista in più interviste, lo scopo è quello di “provocare e far riflettere”. È come?

Terrorizzando lo spettatore senza analizzare in maniera seria e adulta un argomento tanto importante?

Il filo conduttore di questa opera è la paura ed il catastrofismo in caso di una dissoluzione dell’area Euro. Si strizza l’occhio alla teoria gender e più o meno consapevolmente si auspica l’attuazione del piano Kalergi.

La retorica ed il paternalismo con il quale si guarda alla Germania oltretutto è semplicistico,infantile e ridicolo. Omettere volutamente che l’ingresso della Germania nella moneta unica abbia corrisposto ad una svalutazione competitiva è un qualcosa di molto grave. Il surplus commerciale ed il boom delle esportazioni tedesche sono forse frutto del caso? Sarebbe stato interessante approfondire l’argomento.

Interessante, ma scomodo.

REGIA:*****
FOTOGRAFIA:*****
MONTAGGIO:*****
CONTENUTI:*

Postato da: @KappaRar @spud85 @FedericoNero

2 commenti su “RECENSIONE: THE GREAT EUROPEAN DISASTER (2014)

  1. Loris (@Loris69218046)
    12 giugno 2015

    Avevo visto il film non molto tempo fa, sono felice che qualcuno abbia fatto la recensione di questa oscenità.
    Per quanto i toni erano tragici, giuro che più e più volte mi è scoppiato da ridere.
    In particolare sul finale nel quale viene detto, letto fra le righe, che senza l’europa non avremmo avuto i paracadute. (Infatti la bambina, finisce per essere l’unica ad averne uno.)

    Condivido tutta la recensione, andata molto più soft del dovuto, ma immagino che per una critica veramente adeguata, a causa dell’ammontare delle stupidaggini e delle previsioni insensate, ci si sarebbe dovuto scrivere un libro intero.

    PS: Un tocco di classe, la grecia che estingue il debito pubblico poco prima del crollo dell’euro. (e fra tre anni, per giunta)

  2. Giovanni
    7 agosto 2015

    Ho cominciato a vederlo pensando fosse un documentario “serio ” e critico. Mi son fatto ingannare dal titolo.
    Dopo 5 minuti ho spento disgustato…

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Questa voce è stata pubblicata il 23 maggio 2015 da in Italia, Parlamento Europeo con tag , , , , , , , .
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