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“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”

STIGLITZ: ” L’euro attuale è un disastro, qualsiasi altra cosa sarebbe meglio”

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Nella sua recente intervista rilasciata al quotidiano castigliano El Pais, il Premio Nobel Joseph Stiglitz elenca i suoi rinnovati dubbi sulla costruzione della zona euro e di come quest’ultima rappresenti la piu’ grande minaccia all successo e alla continuazione del processo di integrazione europea. Oltre a demolire la narrazione che vede la Spagna in ripresa economica, Stiglitz dice che dopo gli ultimi cinque anni è sempre meno fiducioso nella possibilità di poter riformare con successo l’Unione Monetaria e arriva a dichiarare che qualsiasi altra opzione – compreso “rompere” la zona euro –sarebbe migliore. Del discorso di Stiglitz non ci è piaciuto il suo parlare di euro e di austerità come se fossero due cose distinte, arrivando addirittura a dire che l’euro è “un pezzo di carta rovinato dall’austerità” invece che specificare come il meccanismo di cambi fissi della moneta unica costringa gli stati membri a implementare le austere politiche di deflazione interna, smantellamento del welfare e privatizzazione di beni e servizi pubblici. Inoltre, l’applauditissimo Premio Nobel pur di non parlare apertamente di ritorno alle valute nazionali dice che ci diversi modi per “andare indietro”, ovvero quello di creare “un euro flessibile”, “un euro spagnolo, uno greco, un euro a nord, uno a sud”…. Onestamente, da una Economista dalla reputazione indiscussa come Jospeh Stigiltz ci aspetteremmo una posizione più netta e audace su quello che lui stesso ha definito come “un disastro per l’essere umano, ed ha 4 lettere: l’ Euro”.

Per farvi una vostra opinione su questo e su tutto il resto degli argomenti trattati, ecco l’intervista completa di El Pais a Joseph Stigliz:

El Pais. è d’accordo con la mossa della Federal Reserve (Fed) che non alzerà i tassi di interesse fino al 2016? Che tipo di ripresa è mai quella che non può sostenere un costo del denaro del 0,25%?

Stiglitz. Non è un ripresa. A Jackson Hole [una riunione annuale dei banchieri centrali a livello mondiale] c’erano dei giovani che indossavano magliette con lo slogan “la ripresa per chi?” Era la ripresa per l’1% (l’1% più ricco,ndr), perché gli afroamericani non hanno visto alcuna ripresa, i salari americani neppure … Fondamentalmente non esiste ripresa, le cose vanno meglio di prima, ma siamo in presenza di un deficit di 3,3 milioni di posti di lavoro.

El Pais. Nel mercato per gli insegnanti, lei farebbe parte dell’1%, giusto?

Stiglitz. Forse, non lo so.

El Pais. Per una migliore redistribuzione, bisognerebbe guadagnare meno o pagare più tasse?

Stiglitz. Dobbiamo migliorare entrambe le fasi della distribuzione. Abbiamo una grande diseuguaglianza dei salari, ma inoltre non abbiamo fatto un buon lavoro quando si tratta di ridistribuire la ricchezza con il sistema fiscale. Non credo che ci siano molti professori nell’1%, penso che ci siano per lo più i banchieri e dirigenti aziendali. E questa concentrazione del reddito cattura risorse che potrebbero essere spese per investimenti, ad esempio. Lo stile di vita della classe media non è oramai più accessibile per la classe media americana, non puoi mandare i tuoi figli al college, non ti è possibile pagarlo, molte persone hanno perso la propria casa, le donne che lavorano non hanno il permesso di maternità … Gli Stati Uniti hanno creato la classe media e la stanno distruggendo.

El Pais. L’aumento della disuguaglianza sarebbe così tanto una decisione politica, non è la globalizzazione il più grande motivo?

Stiglitz. La tecnologia è importante, anche la globalizzazione lo è, pero’ gli Stati Uniti hanno la maggior disuguaglianza di ogni altra nazione, mentre la Svezia e la Norvegia ne hanno meno, a parità di leggi dell’economia e della tecnologia. La Svezia è tra gli stati più globalizzati e avanzati tecnologicamente, ma hanno meno disuguaglianza, quindi forse dovremmo lottare per una società più equa. Quando esiste tanta differenza, cio’ ti porta a pensare che la cosa più importante non è la globalizzazione e la tecnologia, ma la politica. Ci sono molte regole che cambiano molte cose. Ad esempio, i presidenti di aziende dovrebbero guadagnare quanto vogliono senza nemmeno discuterlo con gli azionisti? O senza nemmeno spiegare correttamente quello che guadagnano?

El Pais. Ritiene che il Quantitative Easing aumenti la disuguaglianza in Europa?

Stiglitz. Il QE negli Stati Uniti ha fatto salire il prezzo degli attivi nelle mani dei piu’ ricchi e i pensionati che dipendono da titoli di stato sono diventati più poveri. È anche stato poco efficace nella creazione di impiego. In Europa è lo stesso e la vera domanda è se cio’ è compensato dalla creazione di occupazione. Nei paesi in cui la disoccupazione è un grosso problema, come la Spagna o la Grecia, l’effetto dominante è l’austerità. La speranza del QE era che tale liquidità si traducesse in maggiori investimenti e la spesa, ma la ragione per la quale non ha avuto più successo negli Stati Uniti è stato perché il sistema bancario non funzionava molto bene. Il problema in Spagna o in Grecia è cento volte peggio. Le sue banche sono così devastate dalla perdita di denaro, che risulta loro molto difficile riprendere a prestare. Non mi aspetto che il QE porti a una maggiore crescita in Spagna e in Grecia.

El Pais. Non vede la Spagna fuori dalla crisi?

Stiglitz. No, è incredibile che ci sono persone che dicono che la Spagna ha svoltato l’angolo della crisi per il fatto che la disoccupazione è passata dal 25% al 23%. In qualsiasi altro contesto questo 23% sarebbe considerato un disastro, e la disoccupazione giovanile al 50% è un altro disastro. Non so come il governo possa dire che è stato un successo, è come avere un uomo che era quasi morto, e tu sei contento che non sia morto, ma è ancora quasi morto.

El Pais. È al corrente della spinta indipendentista nelle elezioni catalane?

Stiglitz. Sì, io vedo cio’ come un risultato del fallimento della politica economica tedesca, che impone l’austerità e conduce ad alti tassi di disoccupazione. Distrugge il tessuto sociale, si può vedere ciò che è accaduto in Grecia o in Francia. Questo è sicuramente più sano dell’ascesa del fascismo, ma per me è un altro sintomo della distruzione politica che l’austerità ha creato.

El Pais. Che conseguenze vede per la Spagna?

Stiglitz. Molte persone pensano che questo sia qualcosa che distrugge quello per cui così tante persone hanno combattuto durante la guerra civile, per una repubblica spagnola. Dopo la dittatura c’era una speranza di ricreare quel paese e la gente vede quel sogno che è stata restaurata negli anni settanta è ora minacciato.

El Pais. E che cosa significherebbe per l’economia?

Stiglitz. L’area dell’euro è un progetto fallito, quindi è solo un aspetto in piu’ del suo fallimento. Doveva unire i popoli e ora sta addirittura dividendo i paesi. Ora la domanda è se si dovrebbe avere più Europa o meno Europa e io desidero davvero di averne di più, perché questa casa costruita a metà sta creando molta distruzione economica e politica. In Europa si dice che l’euro è l’Europa, ma l’euro è un pezzo di carta. Se avesse funzionato bene, se non fosse stato rovinato dall’austerità, per le idee, per il solo mandato di inflazione … La BCE è preoccupato esclusivamente per l’inflazione quando il problema è la disoccupazione giovanile al 50%.

El Pais. Ma una volta che hai creato l’euro, non puoi tornare indietro. O si puo’?

Stiglitz. Sì, è possibile, penso che si dovrebbe andare avanti, ma l’incapacità di questi ultimi cinque anni mi ha reso meno ottimista. Ci sono modi per andare indietro, per dire che questo è stato un esperimento prematuro e possiamo creare un euro flessibile, un euro spagnolo, uno greco, un euro a nord, uno a sud … Dobbiamo riconoscere che la gestione attuale è un fallimento. In Spagna hanno pagato a caro prezzo quel pezzo di carta. C’erano due ragioni per l’euro: la prosperità e l’unione, ma cosa è successo invece? La recessione, il disastro economico e la divisione.

El Pais. Quindi rompere l’euro non sarebbe così disastroso.

Stiglitz. Il sistema attuale è un disastro, qualsiasi altra cosa sarebbe meglio, e questo sarebbe un bene.

El Pais. Addirittura rompere la zona euro sarebbe meglio?

Stiglitz. Sì, meglio.

El Pais. La nuova vittoria Tsipras in Grecia è un successo della Troika o un suo fallimento?

Stiglitz. L’austerità è una politica fallimentare e il popolo greco l’ha respinta più volte, ma ha erroneamente ritenuto di doversi tenere quel pezzo di carta, l’euro, e accettare compromessi inaccettabili per restarci. La Troika non ha convinto i greci che le loro politiche funzionino, se la Troika vuole credere che si può esercitare il potere come una minaccia, questa è una vittoria per la Troika, ma è un fallimento. A meno che la Troika non cambi le sue politiche, la depressione in Grecia continuerà. Forse potrebbe andare un po ‘meglio quest’anno e il prossimo a causa dei vincoli di bilancio sono stati ridotti, ma nel 2018 vi è un obiettivo del 3,5% di avanzo primario e la depressione tornerà. Il terzo piano di salvataggio non può funzionare se la Troika non cambia.

Postato da: @spud85

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Questa voce è stata pubblicata il 2 ottobre 2015 da in Uncategorized.

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